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	<title>Assostampa Friuli Venezia Giulia &#187; Assostampa FVG</title>
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	<description>Il sindacato unitario dei giornalisti del FVG</description>
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		<title>ATTO INTIMIDATORIO AL “PICCOLO”</title>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2026 16:19:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Assostampa FVG]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Atto vandalico durante la notte fra domenica 3 e lunedì 4 maggio 2026 alla sede del Piccolo di Trieste. Ignoti sono entrati nella sede di via Mazzini del quotidiano triestino dopo&#160;...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Atto vandalico durante la notte fra domenica 3 e lunedì 4 maggio 2026 <a href="https://www.ilpiccolo.it/cronaca/atto-intimidatorio-contro-sede-trieste-il-piccolo-sopralluogo-digos-polizia-scientifica-vjnwrw6s">alla sede del Piccolo di Trieste</a>. Ignoti sono entrati nella sede di via Mazzini del quotidiano triestino dopo aver forzato la porta, danneggiando l&#8217;impianto elettrico, vuotando un estintore sul pavimento e strappando un&#8217;insegna del giornale. Indagini sono in corso da parte della polizia scientifica e della Digos che non esclude un collegamento con l&#8217;incendio di probabile natura dolosa appiccato nel tardo pomeriggio del giorno prima in una zona del Carso, dove si trovano i ripetitori della Rai, che non sono stati intaccati dalle fiamme.</p>
<p>Al fianco dei colleghi l&#8217;Assostampa Fvg, l’Ordine regionale dei giornalisti, il Gruppo Pensionati Fvg, il Circolo della stampa di Trieste, insieme con la Fnsi e il Sindacato Giornalisti Veneto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I Cdr delle redazioni di lingua italiana e di lingua slovena della Rai del Friuli Venezia Giulia esprimono ferma condanna per l&#8217;atto vandalico compiuto nella notte ai danni della redazione del quotidiano Il Piccolo. In una società democratica non può esserci spazio per l&#8217;intimidazione nei confronti di chi fa informazione. Esprimiamo piena vicinanza alle colleghe e ai colleghi del Piccolo e auspichiamo che le autorità facciano piena luce sull&#8217;accaduto. Ricordiamo che, proprio a causa delle crescenti minacce ai cronisti, l&#8217;Italia è recentemente scivolata al 56° posto nella classifica mondiale della libertà di stampa.<br />
Sindikalni predstavniki slovenskega in italijanskega uredništva Rai za Furlanijo &#8211; Julijsko krajino odločno obsojajo sinočnje vandalsko dejanje v uredništvu dnevnika Il Piccolo. V demokratični družbi ne sme biti prostora za ustrahovanje novinarjev. Kolegicam in kolegom Piccola izražamo bližino in se nadejamo, da bodo pristojne oblasti odkrile storilce. Naj spomnimo, da je, prav zaradi čedalje pogostejših groženj novinarjem, Italija pred kratkim zdrknila na 56. mesto na svetovni lestvici svobode tiska.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le giornaliste e i giornalisti del Primorski dnevnik esprimono vicinanza e solidarietà alle colleghe e ai colleghi del quotidiano Il Piccolo e a tutti i dipendenti dopo l&#8217;aggressione subita dalla loro redazione di Trieste. Auspichiamo che le indagini chiariscano al più presto se si è trattato di un atto vandalico o di intimidazione, ma ribadiamo fermamente che non ci deve essere violenza nei confronti delle redazioni. I giornalisti devono poter svolgere il proprio lavoro con serenità, in sicurezza, liberamente e senza pressioni esterne.</p>
<p>Novinarke in novinarji Primorskega dnevnika izražamo bližino in solidarnost s kolegicami in kolegi dnevnika Il Piccolo ter ostalimi zaposlenimi po napadu na njihovo uredništvo v Trstu. Preiskava bo, upamo v čim krajšem času, povedala, ali je šlo za vandalsko dejanje ali ustrahovanje, odločno pa zavračamo kakršnokoli nasilje nad mediji. Novinarjem je treba omogočiti, da v miru, varno, svobodno in brez zunanjih pritiskov opravljajo svoje delo.</p>
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		<title>CLASSIFICA RSF, ITALIA 56ª. COSTANTE: &#8220;LIBERTÀ DI STAMPA PRECIPITA, URGENTI INTERVENTI CONCRETI&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 16:16:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Assostampa FVG]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Lo sprofondamento dell&#8217;Italia al 56° posto della classifica di Rsf è lo specchio di una situazione di grande sofferenza della libertà di stampa nel nostro Paese. La libertà di informazione&#160;...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Lo sprofondamento dell&#8217;Italia al 56° posto della classifica di Rsf è lo specchio di una situazione di grande sofferenza della libertà di stampa nel nostro Paese. La libertà di informazione viene rispettata solo a parole, nei fatti continua ad essere penalizzata sia dal punto di vista legislativo sia da quello economico&#8221;. Così Alessandra Costante, segretaria generale Fnsi, commentando i dati del World Press Freedom Index 2026 pubblicati oggi.<br />
&#8220;In Italia &#8211; prosegue &#8211; il principale contratto di lavoro dei dipendenti è scaduto da 10 anni e le trattative per il rinnovo hanno già portato a 3 giorni di sciopero: non solo è stato eroso il potere di acquisto dei nostri stipendi, ma gli editori nelle redazioni stanno erodendo anche istituti contrattuali e quindi diritti. I lavoratori autonomi e i co.co.co, che hanno addirittura retribuzioni medie sotto la soglia di povertà, stanno aspettando da tempo l&#8217;equo compenso, ma nonostante le promesse della stessa presidente del Consiglio, sembra di giocare a palla avvelenata&#8221;.<br />
Prosegue Costante: &#8220;E non si sta meglio se si guarda l&#8217;azione legislativa: dopo le sentenze gemelle della Corte costituzionale, che ha cancellato il carcere per i giornalisti nel caso di condanna per diffamazione, la riforma giace ancora in commissione Giustizia del Senato dove il testo base, presentato dal senatore Balboni, ha tali elementi di criticità da conculcare la libertà di stampa. E niente è mai stato fatto per affrontare la piaga delle querele e delle liti temerarie, utilizzate come arma di dissuasione nei confronti delle inchieste giornalistiche scomode. Vero che Fnsi ha chiesto provvedimenti a tutti i governi precedenti, ma questo -che si vanta di una stabilità record &#8211; non ha voluto affrontare il problema. Così come non ha ancora recepito il Media freedom act&#8221;.<br />
Per la segretaria generale Fnsi, &#8220;scendiamo al 56° posto mentre la Commissione di vigilanza Rai è totalmente bloccata, la gestione della prima azienda culturale del Paese è monca, e il Parlamento presto sarà chiamato a votare una proposta di legge che di fatto spodesta i direttori di quotidiani e programmi dalla scelta editoriale delle notizie su chi viene prosciolto da indagini. Poi certo, è stata istituita la Giornata nazionale in ricordo dei giornalisti morti durante il loro lavoro, ma in una situazione di questo tipo è niente altro che un pannicello caldo&#8221;.<br />
In conclusione, &#8220;ci vuole altro &#8211; rileva Costante &#8211; per rinvigorire la libertà di informazione: servono leggi che la tutelino e finanziamenti che la promuovano. E se questi non ci saranno, sarà evidente che l&#8217;informazione libera non è nell&#8217;agenda né del governo né del Parlamento. Ogni collega dovrebbe essere indignato e ribellarsi di fronte a una situazione che mortifica un lavoro sempre più difficile e complesso, ma indispensabile alla vita democratica del Paese&#8221;.</p>
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		<title>FNSI SU ISTITUZIONE GIORNATA IN RICORDO GIORNALISTI UCCISI</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 16:14:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Assostampa FVG]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Ringraziamo il Parlamento per aver istituito la Giornata in ricordo dei giornalisti morti a causa dello svolgimento del loro lavoro. La Fnsi li onora e li ricorda in ogni momento.&#160;...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9612" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-medium wp-image-9612" src="http://www.assostampafvg.it/wp-content/uploads/2026/05/Alessandra-Costante-300x187.jpg" alt="Alessandra Costante" width="300" height="187" /><p class="wp-caption-text">Alessandra Costante</p></div>
<p>&#8220;Ringraziamo il Parlamento per aver istituito la Giornata in ricordo dei giornalisti morti a causa dello svolgimento del loro lavoro. La Fnsi li onora e li ricorda in ogni momento. Ma vorrei ricordare al Parlamento che i giornalisti vivi attendono da anni un provvedimento su equo compenso dovendo fare i conti con un precariato selvaggio e redditi al di sotto della soglia della povertà; e da anni, tra le altre cose, attendono la cancellazione del carcere per le querele per diffamazione e una norma contro le querele temerarie, bavaglio alla libertà di stampa&#8221;. Lo afferma Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi.</p>
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		<title>PREMIO CIGANA, CHIUSURA IL 30 GIUGNO</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 08:19:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Assostampa FVG]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per la 17a volta il Premio Simona Cigana costituisce uno dei momenti più attesi per i giornalisti italiani. L’edizione attuale, aperta il 1° luglio 2025, si chiuderà il 30 giugno&#160;...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Per la 17a volta il Premio Simona Cigana costituisce uno dei momenti più attesi per i giornalisti italiani. L’edizione attuale, aperta il 1° luglio 2025, si chiuderà il 30 giugno 2026 con la raccolta dei reportage inviati dai concorrenti e nel dicembre prossimo con la proclamazione e la premiazione dei vincitori.</p>
<p>ORGANIZZATORE. Come sempre, questo concorso giornalistico è promosso e organizzato dal Circolo della Stampa di Pordenone che l’ha ideato e lo ha dedicato alla memoria di Simona Cigana, la giovane giornalista avianese mancata prematuramente nel 2007. La continuità è garantita dal sostegno di sponsor e patrocinatori pubblici e privati. «Con questa iniziativa  vogliamo dimostrare ancora una volta &#8211; puntualizza Pietro Angelillo, presidente del Circolo della stampa &#8211; la validità del nostro impegno molteplice per vari obiettivi, tra i quali, la difesa dell’informazione a sostegno della libertà, della democrazia e della pace; l’affermazione delle pari opportunità uomo-donna nel rispetto reciproco di genere e contro stereotipi e sopraffazioni; la cultura, la storia e i valori del  Friuli Venezia Giulia, con particolare riferimento a Pordenone capitale italiana delle cultura».</p>
<p>FORMULA ORIGINARIA. In ogni edizione viene ribadita la formula originaria, unica nel suo genere con il focus sul Friuli Venezia Giulia come realtà complessiva o come singola componente territoriale oppure come parte del contesto nazionale e internazionale. I testi sono raggruppati in 5 Categorie concorsuali: Inchiesta, Sport, Artigianato, Lavoro, Aviano, Avianese.</p>
<p>In parallelo, sempre con attinenza al Friuli Venezia Giulia, viene confermata la sezione Fuori concorso, riservata a giornalisti autori di speciali reportage o di libri oppure a testate giornalistiche.</p>
<p>L’oggetto unico è la testimonianza di una realtà che merita l’attenzione sempre più frequente dei media locali e nazionali sul Friuli Venezia Giulia. Per questo motivo la presenza dei concorrenti è, come al solito, consistente.</p>
<p>LINEA STORICA. Si conferma dunque l’obiettivo storico di questo concorso che è uno dei più longevi del giornalismo italiano: 1) celebrare il ricordo di Simona Cigana giornalista emergente di Aviano (Pordenone) mancata in giovane età quando la sua vita era ormai ricca di impegni professionali nel settore dell’Informazione; 2) incentivare la corretta informazione giornalistica e l’impegno professionale dei giornalisti italiani, soprattutto quelli delle giovani generazioni; 3) rappresentare l’attualità del Friuli Venezia Giulia nel suo àmbito e/o nel contesto nazionale e internazionale.</p>
<p>LINGUA. I testi possono essere realizzati in lingua italiana o in una delle tre lingue minoritarie (friulano, sloveno, tedesco) tutelate dalla Regione a statuto speciale Friuli Venezia Giulia oppure in inglese o in francese sui media italiani all’estero.</p>
<p>ISCRIZIONE. L’iscrizione è gratuita. Va effettuata direttamente dai concorrenti entro il 10 luglio 2026 nelle modalità previste dal Regolamento. Sono ammessi anche i servizi  indicati dai lettori, dai telespettatori e dai navigatori del web. Le segnalazioni vanno inviate alla Segreteria del concorso: <em><a href="mailto:circolostampa.pn@gmail.com">circolostampa.pn@gmail.com</a></em>. Gli autori segnalati vengono informati dal Circolo della Stampa di Pordenone, ma sono liberi di decidere o meno la propria partecipazione.</p>
<p>BANDO REGOLAMENTO. È disponibile sul sito del Circolo della Stampa di Pordenone:  <a href="http://www.stampa-pordenone.it,/">www.stampa-pordenone.it,</a> con richiami sui siti web dell&#8217;Ordine dei giornalisti (nazionale e del Friuli Venezia Giulia), della Fnsi, di Assostampa Friuli Venezia Giulia e di altri organismi di categoria; inoltre, su siti di sponsor, patrocinatori e sostenitori. Informazioni sul concorso possono essere reperite anche in Facebook e in altri Social network.</p>
<p>SPONSOR E PATROCINATORI. In questa edizione il concorso si avvale del sostegno dei seguenti sponsor: Banca di Credito Cooperativo Pordenonese e Monsile, Famiglia Cigana, Itas Mutua, Confartigianato Pordenone, Domovip Europa, Comune di Aviano. Altri sponsor possono aggiungersi ai primi. Confermato anche il patrocinio di Ordine dei Giornalisti del Friuli Venezia Giulia, Assostampa del Friuli Venezia Giulia, Unione Stampa Sportiva del Friuli Venezia Giulia, Regione Friuli Venezia Giulia, Comune di Pordenone, Associazione culturale ProPordenone, Coltivatori Diretti Pordenone, Anmil Pordenone, Carta di Pordenone.</p>
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		<title>FNSI E ASSOSTAMPA PUGLIA: &#8220;SODDISFAZIONE PER LA LIBERAZIONE DI AHMED SHIHAB ELDIN&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 08:18:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Assostampa FVG]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Federazione nazionale della Stampa italiana e Associazione della Stampa di Puglia esprimono soddisfazione per la liberazione di Ahmed Shihab Eldin, il giornalista palestinese con passaporto kuwaitiano, arrestato in Kuwait lo&#160;...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Federazione nazionale della Stampa italiana e Associazione della Stampa di Puglia esprimono soddisfazione per la liberazione di Ahmed Shihab Eldin, il giornalista palestinese con passaporto kuwaitiano, arrestato in Kuwait lo scorso 3 marzo mentre era in visita ai propri familiari.<br />
&#8220;La mobilitazione, che ha coinvolto il mondo dell&#8217;informazione e istituzioni pubbliche, a cominciare dall&#8217;Università di Bari dove svolge attività di insegnamento, ha dato i propri frutti. È stato dimostrato che Eldin non aveva commesso nulla di illegale, ma si era limitato a fare il proprio mestiere&#8221;, rilevano Fnsi e Assostampa Puglia.<br />
&#8220;L&#8217;auspicio &#8211; proseguono &#8211; è che il collega possa adesso continuare a svolgere la sua attività di giornalista e che il diritto di informare nell’interesse dei cittadini sia riconosciuto e garantito, soprattutto nelle aree di crisi, dove sempre più spesso, purtroppo, i giornalisti diventano bersagli da abbattere, come le recenti cronache dal Libano hanno tristemente confermato”.</p>
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		<title>ACCUSA FNSI E ORDINE DI AVERLO DIFFAMATO, GIORNALISTA CONDANNATO PER &#8216;LITE TEMERARIA&#8217;</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 08:14:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Assostampa FVG]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si era sentito diffamato e denigrato dalle dichiarazioni rilasciate nel corso di una conferenza stampa e così aveva citato in giudizio il giornalista antimafia Paolo Borrometi e il suo avvocato&#160;...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Si era sentito diffamato e denigrato dalle dichiarazioni rilasciate nel corso di una conferenza stampa e così aveva citato in giudizio il giornalista antimafia Paolo Borrometi e il suo avvocato Fabio Repici, il presidente del Cnog Carlo Bartoli, segretaria generale e presidente della Fnsi, Alessandra Costante e Vittorio di Trapani e l&#8217;ex presidente Fnsi Giuseppe Giulietti, chiedendo un risarcimento di 50mila euro ciascuno e la rimozione dalla rete del contenuto ritenuto diffamatorio.</p>
<p>E invece è stato condannato per lite temeraria. Nessuna diffamazione: tutte le &#8220;domande dell&#8217;attore&#8221; sono state rigettate, dal momento che &#8220;le dichiarazioni rese dai convenuti, alcuni nella loro veste istituzionale&#8221; costituiscono &#8220;legittimo esercizio del diritto di cronaca e di critica&#8221;.</p>
<p>La conferenza stampa cui si fa riferimento è quella che si tenne nella sede della Fnsi il 26 luglio 2023 per esprimere solidarietà a Paolo Borrometi a seguito del decreto di citazione a giudizio per il giornalista che ha intentato la causa e altri per avere partecipato a un &#8220;disegno criminoso&#8221; per diffamare Borrometi.</p>
<p>Ebbene, come scrive la giudice Antonella Di Tullio del Tribunale di Roma nella sentenza datata 23 aprile 2026, &#8220;l&#8217;esame del file audio e video della conferenza evidenzia che tutti i partecipanti che hanno preso la parola hanno illustrato la gravità delle condotte descritte nel decreto di citazione a giudizio&#8221;, ritenendo &#8220;legittimamente che i fatti, così come emergenti nella loro oggettività dal decreto di citazione a giudizio, costituissero una vera e propria macchina del fango finalizzata a screditare Paolo Borrometi e giustificassero una conferenza stampa a sua tutela&#8221;.</p>
<p>Dunque &#8220;nessuna dichiarazione diffamatoria può essere contestata a tutti i convenuti, che si sono attenuti al criterio di &#8216;fedeltà&#8217; nell&#8217;esercizio legittimo del diritto di cronaca e di critica, rappresentando più volte l&#8217;origine giudiziaria dei fatti narrati&#8221;.</p>
<p>Non solo. Il Tribunale ritiene anche che l&#8217;azione giudiziaria proposta contro i rappresentanti di Fnsi e Ordine e del collega Borrometi e del suo legale, &#8220;integri gli estremi di responsabilità processuale ai sensi dell&#8217;art. 96 III comma cpc&#8221;, ravvisando quindi che la parte soccombente abbia &#8220;agito o resistito in giudizio con mala fede o colpa grave&#8221;, come recita il Codice.</p>
<p>Un ribaltamento di fronte che nella sentenza prende la forma della lite temeraria attribuita al giornalista che ha promosso la causa, condannato a pagare, oltre alle spese di lite e agli interessi, anche 4.000 euro in favore della cassa delle ammende.</p>
<p>A difendere in giudizio il sindacato è stato l&#8217;avvocato Bruno Del Vecchio, del foro di Roma, cui va il ringraziamento della Federazione nazionale della Stampa. E Paolo Borrometi, che della Fnsi è rappresentante per la Legalità, commenta: &#8220;Questa sentenza riafferma la verità sulle sofferenze patite in questi anni da me e dalla mia famiglia. Per questo ringrazio di cuore Alessandra Costante e Vittorio di Trapani, segretaria generale e presidente Fnsi, il presidente Bartoli dell&#8217;Ordine dei Giornalisti, il presidente Giulietti per Articolo 21, oltre ai miei avvocati sempre presenti al mio fianco&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>FNSI: &#8220;GRANDE RISULTATO ANCHE PER LA TERZA GIORNATA DI SCIOPERO. LA MOBILITAZIONE CONTINUA&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 11:56:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Assostampa FVG]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Esattamente come i primi due giorni di sciopero indetti dalla Fnsi per sostenere il rinnovo del contratto scaduto da 10 anni, anche il terzo ha di fatto oscurato per 24&#160;...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-9599" src="http://www.assostampafvg.it/wp-content/uploads/2026/04/6bc6e37fb033bd0a392445d9dc961336-300x187.jpg" alt="FNSI, sciopero" width="300" height="187" />Esattamente come i primi due giorni di sciopero indetti dalla Fnsi per sostenere il rinnovo del contratto scaduto da 10 anni, anche il terzo ha di fatto oscurato per 24 ore l&#8217;informazione di agenzie, quotidiani, siti online, radio e televisioni. Ovunque le giornaliste e i giornalisti hanno saputo difendere i loro diritti. Il perimetro delle testate che hanno scioperato è sostanzialmente immutato. Quando sciopera oltre il 90  della categoria non si può che ringraziare i colleghi che hanno rinunciato alla giornata di lavoro e affermare la piena riuscita della nostra protesta.</p>
<p>Gli editori della Fieg devono prendere atto dell&#8217;esistenza di un problema: qualcuno di loro aveva scommesso sulla scarsa tenuta della categoria, ma questa terza giornata di sciopero testimonia invece il contrario e la grande partecipazione racconta anche il disagio che quotidianamente vivono le giornaliste e i giornalisti italiani, siano essi dipendenti con un contratto scaduto da 10 anni o lavoratori autonomi costretti a lavorare per pochi euro al giorno.</p>
<p>L&#8217;Italia è l&#8217;unico Paese europeo in cui negli ultimi tre anni non sia stato rinnovato il contratto di lavoro dei giornalisti. Rinnovare un contratto non significa farlo &#8216;pagare&#8217; ai lavoratori, in una sorta di do ut des, ma significa insieme al sindacato e ai lavoratori immaginare il futuro del settore.<br />
La Federazione nazionale della Stampa non si ferma. La mobilitazione prosegue ora redazione per redazione, ovunque i colleghi subiscano discriminazioni economiche, e con una campagna di coinvolgimento social #dirittodisapere in cui i giornalisti spiegano il lavoro e i sacrifici dietro ogni notizia. I cittadini hanno il #dirittodisapere, il nostro lavoro serve a loro.<br />
Quello dell&#8217;informazione è un mondo fragile, ma indispensabile all&#8217;agenda politica del Paese e alla democrazia. I giornalisti penalizzati economicamente, impoveriti dall&#8217;inflazione che ha eroso del 20% i minimi contrattuali fermi a 10 anni fa, oppure pagati a cottimo pochi euro al pezzo non possono essere né autorevoli né indipendenti. E tutto questo si ripercuote sull&#8217;informazione che arriva ai cittadini. L&#8217;informazione è un bene comune, deve essere di qualità e la qualità ha un costo.</p>
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		<title>CONTRATTO, DOMANI TERZO SCIOPERO</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 18:03:25 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L&#8217;informazione italiana si ferma di nuovo, per la terza volta nel giro di pochi mesi, DOMANI giovedì 16 aprile 2026. La mobilitazione per il rinnovo del contratto di lavoro Fnsi-Fieg, per l&#8217;equo compenso per i colleghi lavoratori autonomi, per la dignità del giornalismo e il futuro dell&#8217;informazione, dunque, prosegue. Assostampa Fvg aderisce a questa nuova giornata di lotta.<br />
E a sostegno della protesta, arrivata al terzo giorno di sciopero del pacchetto di cinque affidato alla giunta esecutiva della Fnsi dalla Conferenza nazionale dei Comitati e Fiduciari di redazione il 9 aprile 2025, continuano a giungere i messaggi delle colleghe e colleghi.</p>
<p><strong>Usigrai: «Il 16 aprile anche l&#8217;informazione Rai si ferma»</strong><b><br />
</b>La vertenza per il rinnovo del contratto delle giornaliste e dei giornalisti italiani continua. Scaduto da oltre 10 anni, il contratto di lavoro deve essere rinnovato per rispondere alle nuove modalità dell&#8217;informazione giornalistica e dare risposte sul fronte dei salari che scontano una perdita consistente del potere di acquisto falcidiato dall’inflazione. L&#8217;Usigrai aderisce a questa terza giornata di sciopero delle giornaliste e dei giornalisti italiani e sostiene l&#8217;azione della Fnsi per continuare con più forza la mobilitazione delle redazioni a garanzia del ruolo dell&#8217;informazione professionale nel nostro Paese, a difesa della dignità del nostro lavoro e contro il precariato.</p>
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		<title>COSTANTE: &#8220;INFORMAZIONE BENE PUBBLICO, MA IN ITALIA SETTORE PRECARIZZATO&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 18:00:01 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La Federazione nazionale della Stampa italiana ringrazia il presidente Mattarella per aver ricordato a tutti con semplicità e precisione che l&#8217;informazione è un bene pubblico. Invece oggi nel Paese l&#8217;informazione è vissuta quasi come un peso da limitare. Giusto anche il richiamo all&#8217;autonomia di pensiero e alla deontologia, aspetti che sono presenti nel nostro contratto di lavoro, che li tutela anche se gli editori li considerano &#8216;privilegi&#8217; antistorici&#8221;. Lo afferma Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi.<br />
&#8220;L&#8217;informazione – aggiunge – per essere davvero utile alla democrazia, e non solo propaganda, deve essere di qualità e sulla qualità dell&#8217;informazione incide anche la qualità di vita e delle retribuzioni dei giornalisti che la producono. Difficile assicurare un&#8217;informazione di qualità quando il settore è stato precarizzato, il contratto di lavoro è scaduto da dieci anni e i collaboratori e i lavoratori autonomi hanno redditi al di sotto dei livelli di povertà. E se questo accade nel settore privato, il servizio pubblico ha altri problemi, dal blocco<br />
della commissione di Vigilanza all&#8217;applicazione del Media freedom act, che la politica si guarda bene dal voler risolvere&#8221;.</p>
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		<title>FNSI AL FIANCO DEI GIORNALISTI DI LA7 IN SCIOPERO</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 09:34:55 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>La Federazione nazionale della Stampa italiana è al fianco del Cdr e della redazione di La7 oggi in sciopero per difendere il contratto di lavoro che l&#8217;azienda sta cercando di depotenziare surrettiziamente.<br />
Non pagare correttamente le domeniche è la violazione di un diritto, peraltro previsto non solo dal contratto ma ristabilito da una sentenza della Corte di Cassazione. È abuso indebolire il contratto attraverso il pagamento di forfait inadeguati.<br />
Ci auguriamo che l&#8217;azienda, insieme ad un piano di stabilizzazione dei precari, trovi il modo di correggere le sue posizioni.</p>
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