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	<title>Assostampa Friuli Venezia Giulia</title>
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	<description>Il sindacato unitario dei giornalisti del FVG</description>
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		<title>&#8216;SPOSTATA&#8217; DOPO AVER DATO UNA NOTIZIA, FNSI E STAMPA ROMANA CON COLLEGA AGI FEDERICA VALENTI</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 14:16:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Assostampa FVG]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;&#8216;Spostata&#8217; dal servizio politico a quello esteri per aver dato notizie in esclusiva. Sembrerebbe l&#8217;unica motivazione logica per l&#8217;improvviso cambio di settore subito dalla collega dell&#8217;Agi Federica Valenti. Decisione assunta&#160;...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;&#8216;Spostata&#8217; dal servizio politico a quello esteri per aver dato notizie in esclusiva. Sembrerebbe l&#8217;unica motivazione logica per l&#8217;improvviso cambio di settore subito dalla collega dell&#8217;Agi Federica Valenti. Decisione assunta dalla direzione senza alcun confronto con il Cdr, che ha ripetutamente e invano chiesto un incontro per avere una spiegazione su una scelta che appare inspiegabile e contro gli interessi della stessa Agenzia&#8221;. Lo dichiarano Federazione nazionale della Stampa italiana e Associazione Stampa Romana, con la segretaria generale Alessandra Costante e il segretario regionale Stefano Ferrante&#8221;.<br />
&#8220;La vicenda &#8211; proseguono &#8211; pone ancora una volta la questione dei &#8216;fattori esterni&#8217; che puntano a condizionare l&#8217;informazione, della necessità di corrette relazioni sindacali, del rispetto di quelle norme che il contratto nazionale di lavoro stabilisce proprio a tutela dell&#8217;autonomia dei colleghi. Fnsi e Stampa Romana sono al fianco di Federica Valenti, cui esprimono tutta la loro solidarietà&#8221;.</p>
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		<title>SONDAGGIO SULLE PRATICHE DI INFORMAZIONE E REPORTAGE</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 14:12:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Assostampa FVG]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Invitiamo i giornalisti e le giornaliste di ogni settore a partecipare a un breve sondaggio di ricerca anonimo sulle pratiche di informazione e reportage. L’indagine analizza i criteri di selezione&#160;...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Invitiamo i giornalisti e le giornaliste di ogni settore a partecipare a un breve sondaggio di ricerca anonimo sulle pratiche di informazione e reportage. L’indagine analizza i criteri di selezione delle notizie, le opinioni sulla copertura mediatica del fenomeno migratorio e l&#8217;uso degli strumenti digitali nella professione.<br />
Lo studio fa parte di DEMINE, un progetto di ricerca finanziato dall&#8217;Unione Europea che propone dibattiti sulla polarizzazione dell’immigrazione nei media. I risultati saranno utilizzati per attività di ricerca, formazione e per lo sviluppo di strumenti volti a supportare il lavoro giornalistico e a rafforzare il dibattito democratico.<br />
Troverete maggiori informazioni al link del sondaggio. Condividendo la vostra esperienza contribuirete a una ricerca a sostegno del giornalismo. La compilazione richiede circa 10 minuti in anonimato:<br />
<a href="https://qualtricsxmz3rz7yxmc.qualtrics.com/jfe/form/SV_eRj32VvKrMG0uUK">https://qualtricsxmz3rz7yxmc.qualtrics.com/jfe/form/SV_eRj32VvKrMG0uUK</a></p>
<p>Grazie della vostra preziosa collaborazione!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>VERSO IL CONGRESSO FNSI (di Alessandro Martegani)</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 14:08:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Assostampa FVG]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[dalla newsletter Ordine giornalisti Fvg: L’ultimo Consiglio nazionale della Fnsi ha dato il via ufficialmente al percorso che porterà il sindacato dei giornalisti italiani al congresso, il trentesimo della sua&#160;...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><em>dalla newsletter Ordine giornalisti Fvg:</em></p>
<div id="attachment_6363" style="width: 230px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-medium wp-image-6363" src="http://www.assostampafvg.it/wp-content/uploads/2017/09/foto-Martegani-1-220x300.jpg" alt="Alessandro Martegani" width="220" height="300" /><p class="wp-caption-text">Alessandro Martegani</p></div>
<p style="font-weight: 400;">L’ultimo Consiglio nazionale della Fnsi ha dato il via ufficialmente al percorso che porterà il sindacato dei giornalisti italiani al congresso, il trentesimo della sua storia (dal 23 al 25 febbraio 2027 a Napoli).</p>
<p style="font-weight: 400;">Si tratta di un passaggio che porta inevitabilmente a fare i primi bilanci di quasi tre anni e mezzo trascorsi dal congresso di Riccione, e anche a pensare a qualche progetto per il futuro.</p>
<p style="font-weight: 400;">Al congresso di Riccione, nel febbraio del 2023, la categoria aveva appena incassato la botta della fine dell’Inpgi, sopravvissuta solo per i giornalisti autonomi, un elemento che, oltre a dare molte meno certezze e maggiori difficoltà per i colleghi nell’accedere alle informazioni e all’assistenza, di fatto dava un colpo all’unità della categoria e anche alle certezze economiche del Sindacato.</p>
<p style="font-weight: 400;">Proprio su questo la Federazione ha lavorato fin dai primi giorni del nuovo mandato, limitando le spese, investendo oculatamente le risorse a disposizione, riuscendo a mantenere i bilanci in attivo e anche ad aiutare economicamente le associazioni in difficoltà.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’impegno principale però è stata la ripresa della trattativa sul contratto, documento che rappresenta sempre la chiave di volta per l’unità della categoria, ma che non viene rinnovato da più di 10 anni, con una perdita del potere d’acquisto degli stipendi superiore al 20 per cento. Fin dalle prime settimane la Federazione ha aperto un tavolo di trattativa con la Fieg che però è apparsa da subito poco interessata a lavorare sul futuro e molto di più a tagliare ulteriormente i costi.</p>
<p style="font-weight: 400;">I punti critici sono stati soprattutto i contratti per i colleghi più giovani, su cui gli editori chiedevano ulteriori tagli alle retribuzioni e un peggioramento delle condizioni di lavoro per concedere aumenti, peraltro molto ridotti, al resto della categoria: su questo tema, invece, il Sindacato ha tenuto duro, ritenendo inaccettabile far pagare incrementi di stipendio, peraltro molto ridotti, ancora una volta ai giovani colleghi, già pagati pochissimo e sottoposti a enormi carichi di lavoro nelle redazioni. L’attuale situazione sta già provocando un’evidente crisi di vocazioni per questa professione, e un ulteriore peggioramento potrebbe disgregare in modo irrecuperabile la professione. Non si può pensare di far crescere la categoria penalizzando i giovani colleghi.</p>
<p style="font-weight: 400;">Al di là delle rivendicazioni economiche, ci sono poi questioni fondamentali per il futuro (e ormai per il presente), della professione, come l’organizzazione del lavoro e l’uso dell’intelligenza artificiale nelle redazioni. L’AI è uno strumento che si sta diffondendo attualmente senza regole: potrebbe essere un concreto aiuto per migliorare la qualità del lavoro dei giornalisti se usata consapevolmente all’interno di un sistema, se non di regole, perlomeno di principi generali, ma gli editori, appellandosi al segreto industriale, si sono sempre rifiutati di mettere sul tavolo il tema dell’AI, che probabilmente vedono più come un mezzo per ridurre ulteriormente il personale piuttosto che come un’opportunità per migliorare la qualità dell’informazione.</p>
<p style="font-weight: 400;">Si tratta di questioni cruciali, a mio modesto parere fondamentali tanto quanto i temi economici, ma che, per ora, sembrano essere rimasti fuori dalla trattativa. Il confronto ha anche portato, vista la rigidità delle posizioni degli editori, a ben tre giornate di sciopero, con una partecipazione larga e appassionata da parte dei colleghi, che hanno dimostrato che il mondo del giornalismo c’è, e ha ancora una sua identità e voglia di sottolineare il proprio ruolo nell’informazione e nella difesa della democrazia del paese.</p>
<p style="font-weight: 400;">C’è ancora qualche mese di tempo per arrivare almeno a un accordo economico ponte, ma la situazione, perlomeno al momento, non sembra molto favorevole, e nemmeno il decreto primo maggio, che sembrava poter portare qualche soldo in più nelle buste paga, sembra aver per ora spostato i termini del confronto, mettendo addirittura in discussione i principi base della rappresentanza sindacale.</p>
<p style="font-weight: 400;">Alla luce di quanto avvenuto negli ultimi tre anni e mezzo, e in vista del prossimo congresso, è naturale chiedersi se non siano da ripensare larghe parti del sistema di rappresentanza del Sindacato unitario dei giornalisti italiani. Per trattare con degli editori che sembrano insensibili a ogni esigenza di rinnovamento del lavoro e di qualità dell’informazione, sarà probabilmente necessario trovare anche altre forme di protesta, nuove e più adatte ai tempi, costruire una nuova struttura del sindacato, ma soprattutto, sarà necessario, se il Sindacato vuole essere il sindacato di tutti i giornalisti, aprire la FNSI e le Associazioni altre forme di giornalismo che al momento sfuggono agli organismi di categoria, ma che rappresentano una parte ormai importante e in prepotente crescita. Questa è un’esigenza di cui si parla da tempo fuori e dentro la Federazione, e che è emersa in modo evidente anche nell’ultimo Consiglio Nazionale.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’iscrizione all’Ordine dei giornalisti (prima come pubblicista e poi come professionista), che per la mia generazione era un punto d’arrivo, un risultato in sé, ora non viene più ritenuta necessaria da molti de giovani colleghi che o s’iscrivono senza capire lo scopo delle organizzazioni di categoria, o non s’iscrivono per scelta, oppure (e non sono casi isolati) ignorano completamente l’esistenza e le funzioni degli organismi di categoria. Ci si può interrogare sui motivi, e sicuramente molte responsabilità vanno attribuite alla categoria, che in questi decenni non ha saputo intercettare, capire e dar voce alle nuove forme di giornalismo all’interno dei suoi organismi, ma, al di là delle responsabilità, al momento è vitale recuperare il tempo perduto, e chiedersi abbia senso un Sindacato che non parli e non includa quei giovani colleghi e colleghe che fanno ogni giorno questo mestiere, iscritti o meno alle organizzazioni di categoria: a mio parere un passo in questo senso va fatto.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un primo momento per porre la questione potrebbe essere proprio il congresso di Napoli: al momento non è stato pensato come un congresso statutario, e il tempo non è nemmeno molto per pensare a una riforma ponderata e attuabile, ma credo che uno sforzo si debba fare per avviare un processo di trasformazione che porti la categoria a smettere d’inseguire il cambiamento e a dettare regole e tempi del nuovo giornalismo.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Alessandro Martegani</strong>, Componente della Giunta Esecutiva Fnsi e segretario Assostampa Fvg</p>
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		<title>MAXI-RICHIESTA DI RISARCIMENTO A FATTO E REPORT: FNSI E STAMPA ROMANA VICINE AI COLLEGHI</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 14:07:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La maxi-richiesta di risarcimento al Fatto Quotidiano e a Report per le inchieste sulla grazia a Nicole Minetti sottolinea un modo di agire diventato comune nei confronti della stampa: azioni&#160;...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La maxi-richiesta di risarcimento al Fatto Quotidiano e a Report per le inchieste sulla grazia a Nicole Minetti sottolinea un modo di agire diventato comune nei confronti della stampa: azioni per imbavagliare il diritto di cronaca. Richieste di risarcimento abnormi, fuori da qualsiasi ragionevole parametro, accompagnate dall&#8217;esplicita affermazione di voler far chiudere testate scomode, senza minimamente interessarsi del futuro dei giornalisti e dell&#8217;informazione. Rivolgersi per questo alla<br />
magistratura Usa significa cercare di stringere ulteriormente il cappio.</p>
<p>Fnsi e Stampa Romana sono vicine ai colleghi del Fatto e di Report, decise a ribadire l&#8217;importanza del giornalismo d’inchiesta e la protervia di chi cerca di contrastare l&#8217;informazione a suon di inaudite richieste milionarie.</p>
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		<title>“LISTE DI PROSCRIZIONE DI GIORNALISTI, SOLIDARIETÀ AI COLLEGHI”</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 11:12:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Assostampa FVG]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Ancora una volta i giornalisti finiscono nel mirino di chi, presentandosi come ‘novità’ nel panorama politico italiano, punta a una deriva illiberale. Ancora una volta ci ritroviamo a parlare di&#160;...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>“Ancora una volta i giornalisti finiscono nel mirino di chi, presentandosi come ‘novità’ nel panorama politico italiano, punta a una deriva illiberale. Ancora una volta ci ritroviamo a parlare di liste di proscrizione di cronisti colpevoli solo di svolgere bene il proprio lavoro”. Lo afferma Alessandra Costante, segretaria generale della Federazione nazionale della Stampa italiana. Costante conclude: “Esprimo la mia totale e incondizionata solidarietà e la mia stima a Matteo Pucciarelli, Sigfrido Ranucci, Corrado Formigli, Gad Lerner, Giacomo Salvini, Massimo Gramellini, Fabrizio Roncone, Beppe Severgnini e Carmelo Caruso, colleghi messi alla gogna da chi continua a utilizzare metodi intollerabili e mira a farsi campagna elettorale e pubblicità politica offendendo giornalisti e quella stessa democrazia grazie alla quale può parlare”.</p>
<p>&#8220;Ci risiamo con le liste di proscrizione dei giornalisti sgraditi. A chi torna ad usare questo metodo intimidatorio, anche se con malcelata ironia,<br />
ricordiamo che può farlo perché in Italia c&#8217;è libertà di espressione sancita dalla Costituzione repubblicana e antifascista. La stessa Costituzione che garantisce libertà di stampa e il diritto dei cittadini ad essere informati, oltre che essere oggetti di mera propaganda&#8221;. Lo dichiara Carlo Bartoli, presidente nazionale dell&#8217;Ordine dei giornalisti<br />
&#8221;Il generale Vannacci se ne faccia una ragione, ha preso visibilità anche grazie al libero giornalismo, ma non riuscirà a scrollarsi di dosso i liberi giornalisti. La libertà di stampa non è uno slogan, va difesa sempre e ovunque&#8221;, conclude Bartoli. (ANSA)</p>
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		<title>LINEE GUIDA CSM, COSTANTE: &#8220;NON SIANO L&#8217;ALIBI PER PENALIZZARE IL DIRITTO ALL&#8217;INFORMAZIONE&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 14:41:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Assostampa FVG]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;I giornalisti condividono l&#8217;importanza dei principi contenuti nelle nuove Linee guida per l&#8217;organizzazione degli uffici giudiziari ai fini di una corretta comunicazione istituzionale, approvate il 10 giugno dal Consiglio superiore&#160;...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9612" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-medium wp-image-9612" src="http://www.assostampafvg.it/wp-content/uploads/2026/05/Alessandra-Costante-300x187.jpg" alt="Alessandra Costante" width="300" height="187" /><p class="wp-caption-text">Alessandra Costante</p></div>
<p>&#8220;I giornalisti condividono l&#8217;importanza dei principi contenuti nelle nuove Linee guida per l&#8217;organizzazione degli uffici giudiziari ai fini di una corretta comunicazione istituzionale, approvate il 10 giugno dal Consiglio superiore della magistratura. La Federazione nazionale della Stampa però si augura<br />
che non vengano interpretati e applicati in maniera immotivatamente restrittiva, come già accaduto per il decreto 188/2021 sulla presunzione di innocenza, aumentando le già notevoli difficoltà per i cittadini di ottenere un&#8217;informazione completa su quanto accade nei palazzi di giustizia, e così limitando il diritto dei cittadini ad essere informati su fatti di interesse pubblico quali sono inchieste penali e sentenze pronunciate in nome del popolo&#8221;. Lo afferma Alessandra Costante, segretaria generale Fnsi.<br />
&#8220;Giusto e doveroso cercare di evitare la discriminazione tra giornalisti o testate, la costruzione e il mantenimento di canali informativi privilegiati, la personalizzazione delle informazioni, così come l&#8217;obbligo di indicare la fase del procedimento e di non anticipare la colpevolezza di persone prima della sentenza definitiva, ispirandosi ai criteri di chiarezza, sinteticità e tempestività. Ed è anche condivisibile il richiamo ad una comunicazione sobria, senza enfasi, basata sull&#8217;interesse pubblico, aggiornata con gli sviluppi successivi, con l&#8217;obiettivo di rispettare la dignità delle persone coinvolte&#8221;, prosegue Costante.<br />
&#8220;Nel provvedimento &#8211; incalza &#8211; ci sono però forti criticità: limitare al minimo le conferenze stampa non deve diventare l&#8217;alibi per diramare comunicati di poche righe, privi di qualsiasi informazione, dettaglio e nome, né trasformarsi in un modo per evitare le doverose domande dei giornalisti, il cui lavoro è quello di capire, approfondire, verificare e raccontare all&#8217;opinione pubblica. Svuotare la cronaca di qualsiasi elemento di interesse avrà come conseguenza solo quella di disegnare un Paese non reale. Non vorremmo che sotto la copertura del garantismo, si finisse poi per limitare il diritto di informazione: ci siamo già passati&#8221;.<br />
Infine, &#8220;per garantire cronache precise e complete &#8211; conclude la segretaria Fnsi &#8211; i giornalisti devono essere messi nella condizione di poter accedere agli atti giudiziari: ben venga dunque la modifica del testo iniziale dell&#8217;articolo 1 comma E del primo titolo in base al quale è consentito &#8216;il rilascio di atti e copie di atti nei soli casi consentiti dalla legge&#8230; secondo le procedure poste sotto la diretta responsabilità del dirigente dell&#8217;ufficio; resta ferma in ogni caso l&#8217;osservanza dei limiti e dei divieti proposti dall&#8217;art. 114 Cpp&#8217;. Ma ancora una volta la Fnsi è costretta a ricordare che l&#8217;articolo 114 Cpp non vieta il rilascio di copie degli atti, limitandosi a porre un divieto di pubblicazione di alcuni di essi – tra cui le ordinanze cautelari – di cui però è legittimo, e dunque possibile, riassumerne il contenuto. E per riassumerne il contenuto il giornalista, pare cosa anche ovvia, deve essere messo nella possibilità di ottenere copia dell&#8217;atto&#8221;.</p>
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		<title>COSTANTE: &#8220;CON NUOVE LINEE GUIDA CSM PERICOLO CONGELAMENTO DEL DIRITTO DI INFORMARE&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 14:32:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Assostampa FVG]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;La Procura della Repubblica di Castrovillari ha convocato per il pomeriggio di oggi, mercoledì 3 giugno, una conferenza stampa sull&#8217;assassinio dei quattro braccianti uccisi bruciati vivi ad Amendolara (Cosenza) lunedì&#160;...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La Procura della Repubblica di Castrovillari ha convocato per il pomeriggio di oggi, mercoledì 3 giugno, una conferenza stampa sull&#8217;assassinio dei quattro braccianti uccisi bruciati vivi ad Amendolara (Cosenza) lunedì scorso. Nel frattempo, grazie ai colleghi che hanno fatto il loro mestiere di giornalisti, che hanno scavato, cercato, indagato per scoprire i fatti, i cittadini italiani hanno potuto essere informati del brutale omicidio. Se fosse dipeso dalla Procura di Castrovillari, che ha diffuso un comunicato stampa il giorno dopo i fatti e solo per oggi ha indetto la conferenza stampa, la notizia non sarebbe uscita con tempestività, ma con i tempi lenti della burocrazia giudiziaria&#8221;. Lo afferma Alessandra Costante, segretaria generale della Federazione nazionale della Stampa italiana.<br />
&#8220;Una plastica dimostrazione &#8211; prosegue &#8211; di cosa intende la Fnsi quando sostiene che le recenti riforme della giustizia, dalla legge Cartabia in poi, stanno provocando un danno permanente al diritto dei cittadini ad essere tempestivamente informati. Secondo la Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo, sulla base dell&#8217;articolo 10 della Convenzione, le notizie sono un &#8216;bene deperibile&#8217; e dunque vanno pubblicate con tempestività. In un panorama già così difficile, con tempi lunghi e burocrazia giudiziaria che si attorciglia su se stessa, le nuove &#8216;Linee guida per l&#8217;organizzazione degli uffici giudiziari ai fini di una corretta<br />
comunicazione istituzionale&#8217; del Csm possono provocare ulteriori rallentamenti e un ulteriore<br />
congelamento del diritto/dovere di informare&#8221;.<br />
&#8220;L&#8217;auspicio della Fnsi &#8211; conclude Costante &#8211; è che il Csm tuteli l&#8217;articolo 21 della Costituzione più di quanto è stato fatto finora e che si apra un confronto con il sindacato prima che vengano varate le nuove Linee 03guida&#8221;.</p>
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		<title>RONCHI, DOMANI PARTE IL FESTIVAL</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 14:35:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Assostampa FVG]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>È tutto pronto a Ronchi dei Legionari per il XII Festival del giornalismo, organizzato come sempre dall’associazione culturale Leali delle Notizie. La cittadina in provincia di Gorizia da domani, martedì 9 al 14 giugno 2026, sarà lo scenario di moltissimi eventi (<a href="https://lealidellenotizie.it/festival-del-giornalismo-ronchi-dei-legionari/programma-2026/" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://lealidellenotizie.it/festival-del-giornalismo-ronchi-dei-legionari/programma-2026/&amp;source=gmail&amp;ust=1781274632306000&amp;usg=AOvVaw26LXVD0f6Fkx5EXE-SmhFG">qui il programma completo</a>) che spazieranno tra i principali temi di attualità, ripercorrendo importanti pagine di storia.</p>
<p>Sono previste 4 mostre, 4 spettacoli e 55 panel, tra incontri, masterclass e presentazioni editoriali e video, con 175 ospiti. Sotto la lente d&#8217;ingrandimento ci sarà, naturalmente, l&#8217;informazione, analizzata da diverse angolazioni per comporre una visione a 360 gradi, spaziando dall’intelligenza artificiale al racconto dei conflitti, dalle inchieste alla cronaca giudiziaria, senza dimenticare sfide e problemi, dalle querele alla libertà di stampa sempre più a rischio. Non mancheranno le pagine di attualità internazionale (dal Medioriente agli Stati Uniti, passando per Russia, Europa, Cina e India, ma anche per l’Africa e i Balcani), la politica nazionale e le principali vicende che hanno catturato l’attenzione del pubblico, senza trascurare importanti anniversari, a partire dai 50 anni del terremoto del Friuli, che sarà al centro di diversi appuntamenti, ma anche gli 800 anni di San Francesco e i 25 anni dal G8 di Genova, analizzati anche in relazione alla contemporaneità.</p>
<p>Anche l&#8217;edizione 2026 si aprirà e si chiuderà con la consegna di due riconoscimenti: il 9 giugno si parte con la quinta edizione del premio Leali Young in memoria di Cristina Visintini, un&#8217;occasione per ricordare la giornalista e vicepresidente di Leali delle Notizie, scomparsa prematuramente nell’agosto 2021. Nell’ultima giornata del Festival, domenica 14, si svolgerà la cerimonia di consegna della nona edizione del premio Leali delle Notizie in Memoria di Daphne Caruana Galizia, con il quale l’associazione, d’intesa con la famiglia, vuole ricordare la giornalista maltese uccisa in un attentato il 16 ottobre 2017. Il comitato scientifico quest’anno ha deciso di assegnare il riconoscimento al direttore di Fanpage.it, Francesco Cancellato, per esprimere solidarietà e vicinanza al giornalista, vittima del ‘caso Paragon’, sul quale non è stata fatta ancora chiarezza.</p>
<p>Il presidente di Leali delle Notizie, Luca Perrino, ha parlato di un «traguardo di mesi di lavoro, passione, contatti, idee e confronti: a Ronchi arrivano ospiti e lanciano sempre nuove proposte». Per il sindaco di Ronchi, Mauro Benvenuto, il festival «crea legami, genera pensiero, ci fa sentire parte di qualcosa di più grande» e «la città si riconosce nei valori fondamentali di un&#8217;informazione libera, consapevole e responsabile».</p>
<p>Il Festival del Giornalismo ha ricevuto anche quest’anno l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo e il patrocinio del Ministero della Cultura e oltre ad avere il sostegno della Regione Fvg collabora, tra gli altri, anche con la Federazione nazionale della Stampa italiana e l’Assostampa Fvg.</p>
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		<title>PREMIO LUCHETTA, IL TAR BOCCIA LA REGIONE FVG</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 14:33:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Assostampa FVG]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[05La Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin potrà ottenere il finanziamento pubblico regionale per l’organizzazione del premio giornalistico istituito nel 2004. È questo, in sintesi, l’effetto della pronuncia del Tribunale amministrativo regionale del Friuli&#160;...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><img class="alignleft size-medium wp-image-8246" src="http://www.assostampafvg.it/wp-content/uploads/2022/02/Logo_Premio_300dpi-273x300.jpg" alt="premio Luchetta" width="273" height="300" />05La <strong>Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin</strong><strong> </strong>potrà ottenere il finanziamento pubblico regionale per l’organizzazione del premio giornalistico istituito nel 2004. È questo, in sintesi, l’effetto della pronuncia del <strong>Tribunale amministrativo regionale del Friuli Venezia Giulia</strong> sul ricorso presentato dall’avvocata Romea Bon.</p>
<p style="font-weight: 400;">La Fondazione non risultava tra i vincitori del bando per una differenza di soli due punti: era infatti necessaria una valutazione minima di <strong>60 punti su 120</strong>. Il giudizio più severo della commissione riguardava l’indicatore relativo alla <strong>capacità organizzativa, continuità e affidabilità gestionale</strong>, per il quale erano stati attribuiti <strong>8 punti su 30</strong><strong>.</strong> Un punteggio che il Tribunale ha ritenuto <strong>irragionevole e illogico</strong>. Secondo la sentenza, il requisito della continuità risulta pienamente soddisfatto, poiché il premio è giunto alla sua <strong>23ª edizione</strong> e si svolge, sin dall’inizio, in collaborazione con la Rai. La corretta valutazione di questo elemento avrebbe, di per sé, consentito «il superamento del punteggio minimo richiesto», si legge nel provvedimento del Collegio. La Regione dovrà ora <strong>riscrivere la graduatoria</strong> e farsi carico delle spese legali. «Sono molto contenta, perché viene riconosciuto il lavoro della Fondazione e la sua serietà», ha commentato la presidente <strong>Daniela Schifani-Corfini Luchetta</strong>. Nei prossimi giorni sarà pubblicato il nuovo bando per il premio, che si svolgerà in autunno. L’esclusione definitiva dalla graduatoria avrebbe comportato il mancato finanziamento per tre anni consecutivi. La Regione, comunque, mantiene il diritto di ricorrere al <strong>Consiglio di Stato</strong>. Nella passata edizione il premio aveva conferito un riconoscimento alla relatrice speciale delle Nazioni Unite per la Palestina, Francesca Albanese. Molto critico il presidente della Regione, <strong>Massimiliano Fedriga</strong>, che in quell’occasione aveva dichiarato di «vergognarsi della scelta». (Tgr Fvg)</p>
<p style="font-weight: 400;">.</p>
<p style="font-weight: 400;"><em>La Fondazione esprime una grande soddisfazione perché con questa sentenza del Tar viene riconosciuto il lavoro di quanti si impegnano, da oltre vent&#8217;anni, per la riuscita di una manifestazione che ha assunto un rilievo internazionale e che è sempre stata al fianco dei più deboli ma soprattutto dei bambini, ricordando così i quattro giornalisti che hanno perso la loro vita nella difesa di valori che sono alla base della nostra attività.</em></p>
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		<title>GAZZETTINO, STATO DI AGITAZIONE</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 14:32:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Assostampa FVG]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[04Giornalisti del Gazzettino in stato di agitazione in vista dell&#8217;incontro tra azienda, direzione e Cdr già in calendario per lunedì 8 giugno 2026. In particolare, come riporta il sito web del&#160;...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>04Giornalisti del Gazzettino in stato di agitazione in vista dell&#8217;incontro tra azienda, direzione e Cdr già in calendario per lunedì 8 giugno 2026. In particolare, <a href="https://www.sindacatogiornalistiveneto.it/sindacale/gazzettino-subito-un-vero-piano-editoriale-carta-web-lassemblea-dei-giornalisti-allunanimita-conferma-lo-stato-di-agitazione/" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.sindacatogiornalistiveneto.it/sindacale/gazzettino-subito-un-vero-piano-editoriale-carta-web-lassemblea-dei-giornalisti-allunanimita-conferma-lo-stato-di-agitazione/&amp;source=gmail&amp;ust=1781274632322000&amp;usg=AOvVaw1Po3w4O-7YlPeV4TxZeiPJ">come riporta il sito web del Sindacato Giornalisti Veneto</a>, ad azienda e direzione l&#8217;assemblea, riunita mercoledì 3 giugno, con 41 presenti e 11 deleghe, rivolge tre richieste.<br />
La prima: sospendere l&#8217;annunciata chiusura della sede della redazione di Rovigo a partire dal 1° luglio 2026, oppure trovare una soluzione alternativa per i colleghi che non sia il ricorso allo smart working &#8216;obbligatorio&#8217; né il trasferimento a Padova o in un&#8217;altra redazione, mantenendo quindi un presidio &#8216;fisico&#8217; per la redazione nel capoluogo polesano.<br />
Poi: garantire in tempi «estremamente urgenti un assetto stabile e funzionale per la Redazione Web, abbandonata a se stessa da mesi dopo un cambio di gestione, scelto da azienda e direzione, che ha reso il lavoro quotidiano ai limiti dell&#8217;insostenibile per le redattrici, in un settore (quello del digitale) definito &#8216;strategico&#8217; per il futuro del Gazzettino, purtroppo solo a parole».<br />
Infine: presentare entro un mese «un vero piano editoriale per la testata, sia carta che web, che fissi le linee da percorrere e gli organici redazione per redazione, mirato al rilancio del Gazzettino in un mercato nel quale la concorrenza si sta già muovendo approfittando proprio dell&#8217;immobilismo e del progressivo arretramento del nostro giornale».<br />
Per tutto questo, l&#8217;Assemblea dei giornalisti del Gazzettino «conferma, all&#8217;unanimità, lo stato di agitazione e affida al Comitato di redazione un pacchetto di 3 giorni di sciopero, da utilizzare in funzione delle risposte che arriveranno nell&#8217;incontro annunciato per l&#8217;8 giugno 2026 tra Cdr, azienda e direzione giornalistica».</p>
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