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	<title>Assostampa Friuli Venezia Giulia &#187; De Luca</title>
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	<description>Il sindacato unitario dei giornalisti del FVG</description>
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		<title>ADDIO A LUCIANO CESCHIA</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Apr 2022 20:44:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Assostampa FVG]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6539" style="width: 294px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-medium wp-image-6539" src="http://www.assostampafvg.it/wp-content/uploads/2018/01/Luciano-Ceschia-284x300.jpg" alt="Luciano Ceschia" width="284" height="300" /><p class="wp-caption-text">Luciano Ceschia</p></div>
<p>È mancato stamattina all’alba nella sua Trieste Luciano Ceschia, presidente onorario dell’Assostampa Fvg, già segretario generale della Fnsi, già direttore del Piccolo e di altri giornali. Giornalista e sindacalista, aveva 87 anni.</p>
<p>Nel 2017 l’Assostampa Fvg gli aveva assegnato la Targa speciale del San Giusto d’oro. In quell’occasione, nel Municipio di Trieste,  il presidente del sindacato regionale Carlo Muscatello aveva detto: “Con la targa a Luciano Ceschia vogliamo festeggiare i sessant’anni di giornalismo e impegno sindacale di un collega che, pur avendo salito tutti i gradini della carriera professionale fino a diventare direttore di giornali, non ha mai dimenticato l’altra sua anima, quella appunto sindacale, che lo ha portato fra l’altro a essere per dieci anni segretario generale della Fnsi, il sindacato unitario dei giornalisti italiani. Un esempio per tutti i colleghi, in un momento di forte crisi dei corpi intermedi e di disaffezione delle giovani generazioni dal sindacato”.</p>
<p>Da grande giornalista qual era, qualche anno fa si era scritto da solo il suo necrologio. Affidandoci due paginette che qui riportiamo.</p>
<p><em>Ecco il nuovo profilo &#8211; curriculum: non si sa mai possa servire, magari per eventi allegri. Ciao, Luciano</em></p>
<p><em>CESCHIA Luciano</em></p>
<p><em>Nato a Trieste il 13 dicembre del 1934 da famiglia di origine istriana e friulana. Residente in Istria  dal ’41 al ’48 (Buie, Momiano e Capodistria &#8211; liceo Combi), e pertanto in possesso del decreto prefettizio che lo dichiara “profugo”. </em></p>
<p><em>Al rientro a Trieste dirigente nelle organizzazioni giovanili di Mons. Edoardo Marzari (esponente dell’antifascismo triestino, torturato dai nazisti). </em></p>
<p><em>Presidente del Circolo studenti medi triestini anche durante le cruente giornate del 1953. </em></p>
<p><em>Iscritto alla Dc, inizialmente delegato provinciale dei giovani e quindi dirigente provinciale, iscrizione che non rinnovò al momento della nomina ai vertici della Federazione della stampa, pur mantenendo rapporti di solidarietà e amicizia con esponenti locali e nazionali dell’area morotea ( tra gli altri Belci, Bodrato, Anselmi). </em></p>
<p><em>Promotore e direttore di due giornali per giovani.</em></p>
<p><em>Il primo ricordo della vita: la manifestazione nella piazza Unità di Trieste il 18 settembre del 1938 nel corso della quale Mussolini annunciò le leggi razziali.</em></p>
<p><em>Giornalista professionista dal 1958. </em></p>
<p><em>Due anni di lavoro precario (dal giugno 1955) al Piccolo di Trieste.   ­</em></p>
<p><em>    Redattore e caposervizio nelle redazioni provinciali di Trieste, Gorizia, Udine e Pordenone del Gazzettino di Venezia dal 1958 al 1966. </em></p>
<p><em>    Fu tra i primi giornalisti  triestini a fare negli anni ’60 servizi da inviato in Istria che aveva  lasciato da profugo nel 1948, riallacciando fra l’altro i rapporti, tuttora molto intensi, con la comunità degli italiani rimasti;</em></p>
<p><em>Dipendente Rai per 14 anni dal 1966: ha operato nella sede regionale del Friuli Venezia Giu1ia e, nel decennio &#8217;70 &#8211; &#8217;80, a Roma (giornale radio, a Radiosera dove si realizzò il primo esperimento dei giornalisti “in voce”); tra l&#8217;altro capo redattore centrale, con direttore Sergio Zavoli;</em></p>
<p><em>Per tre anni direttore del Piccolo di Trieste (&#8217;81 &#8211; &#8217;83) e per sei anni direttore dell&#8217;Alto Adige di Trento e Bo1zano (&#8217;84 – ‘89). </em></p>
<p><em>Dirigente (segretario) negli anni ’60 del sindacato giornalisti del Friu1i-Venezia Giu1ia. Eletto consigliere nazionale della Fnsi nel 1968; segretario per oltre un anno del Sindacato nazionale giornalisti Rai. </em></p>
<p><em>   Per oltre nove anni segretario generale della Federazione nazionale stampa italiana nel  decennio &#8217;70 &#8211; &#8217;80, caratterizzato anche dal fenomeno terroristico contro i giornalisti: collaborò con il ministero degli Interni (tra l’altro con il ministro Cossiga) nella protezione dei colleghi minacciati dalle Br ma rifiutò sempre la scorta.</em></p>
<p><em>Ha firmato 5 contratti nazionali di lavoro giornalistico che hanno esteso  la partecipazione dei Comitati di redazione nella vita delle aziende; è stato tra l’altro introdotto il parere consultivo delle assemblee redazionali sulla nomina del direttore. </em></p>
<p><em>Molte le iniziative, anche clamorose, per la difesa delle testate giornalistiche, come     l’occupazione del quotidiano la Gazzetta del popolo di Torino, diventata cooperativa, e del Telegrafo-Tirreno che l’editore Monti voleva chiudere e che, dopo una lunga vertenza, venne acquisito dal Gruppo Espresso, primo della rete dei piccoli giornali del Gruppo. </em></p>
<p><em>All’epoca esistevano due organizzazioni internazionali dei giornalisti, una per l’est,   l’altra per l’ovest, alle quali la  Federazione italiana non   aderiva. Sfruttando questa posizione la Fnsi organizzò a Capri per quattro anni consecutivi incontri internazionali che furono l’anticamera del disgelo. </em></p>
<p><em>Ha promosso (con la collaborazione di esponenti dei partiti dell’arco costituzionale e dei più accreditati giuristi) la prima legge per interventi organici a favore dell’editoria che  ha anche introdotto speciali tutele per i giornali in cooperativa e delle minoranze etniche: tra questi il Primorski Dnevnik, espressione della minoranza slovena.</em></p>
<p><em>Attualmente Consigliere nazionale di diritto della Fnsi e presidente onorario dell’Associazione stampa regionale del Friuli Venezia Giulia.</em></p>
<p><em>.</em></p>
<p><em>Consigliere e assessore per oltre tre anni al Comune di Trieste alla fine degli anni ’60.             </em></p>
<p><em>Ha guidato nel 1968 le celebrazioni indette nella ricorrenza dei 50 anni di appartenenza di Trieste allo Stato italiano.</em></p>
<p><em>Amministratore dell’istituto di previdenza dei giornalisti Inpgi, della cassa autonoma Casagit (di cui nel 1974 è stato cofondatore) e dell&#8217;Ente cellulosa e carta.</em></p>
<p><em>Negli anni ’90, rientrato in Rai, è stato Amministratore delegato e direttore generale della casa editrice Nuova Eri Edizioni Rai (proprietaria delle riviste Radiocorriere, Moda e King) con sedi a Roma, Milano e Torino, e  Direttore generale della  Fonit Cetra di Milano, entrambe proprietà al 100 per cento della Rai.     </em></p>
<p><em>Cofondatore e membro del direttivo della Scuola superiore di giornalismo radiotelevisivo della Rai nei primi anni di attività.</em></p>
<p><em>Ha collaborato per molti anni a livello regionale e nazionale con il Sindacato pensionati italiani della Cgil nel settore  della comunicazione.</em></p>
<p><em>Nel 1974 è stato nominato Commendatore.</em></p>
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		<title>FNSI CNOG E SUGC: «DA PRESIDENTE CAMPANIA MERO SQUADRISMO VERBALE»</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Feb 2018 16:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Assostampa FVG]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6595" style="width: 209px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.assostampafvg.it/wp-content/uploads/2018/02/199px-Vincenzo_De_Luca_crop.jpg"><img class="wp-image-6595 size-full" src="http://www.assostampafvg.it/wp-content/uploads/2018/02/199px-Vincenzo_De_Luca_crop.jpg" alt="199px-Vincenzo_De_Luca_crop" width="199" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Vincenzo De Luca</p></div>
<p>«Le inchieste giornalistiche sono criticabili come qualsiasi altra attività intellettuale. Le parole del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, vanno però oltre il limite di qualsiasi critica e rappresentano, queste sì, mero squadrismo verbale. Bollare come “camorristiche” e “squadristiche” le inchieste giornalistiche è inaccettabile e non può essere consentito a nessuno, tantomeno a un rappresentante delle istituzioni. Sarebbe opportuno che anche il PD facesse sentire la propria voce. Evidentemente la salvaguardia di pacchetti di voti viene considerata meritevole di tutela più della libertà di espressione e del diritto dei cittadini ad essere informati su una vicenda inquietante come quella del traffico di rifiuti in Campania». Lo affermano, in una nota, Federazione nazionale della Stampa italiana, Sindacato unitario giornalisti Campania e Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti.<br />
«L’attacco ai colleghi di Fanpage – proseguono – rientra in uno schema ormai consolidato messo in atto da tutte le forze politiche, pronte a difendere la libertà di stampa solo se le inchieste riguardano gli avversari politici e a scatenare l’inferno quando a finire nel mirino sono i loro sodali. Una situazione indegna di un Paese civile e che spiega la ragione per la quale, al di là delle dichiarazioni ufficiali, nella legislatura appena conclusa sono state fatte decadere tutte le proposte di legge dirette a cancellare il carcere per i cronisti e a contrastare le “querele bavaglio”. La politica, in modo assolutamente trasversale, sogna una stampa asservita e cittadini sempre meno informati da trattare come sudditi».</p>
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