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	<title>Assostampa Friuli Venezia Giulia &#187; inpgi</title>
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	<description>Il sindacato unitario dei giornalisti del FVG</description>
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		<title>ASSOSTAMPA AL CONGRESSO FNSI DAL 14 FEBBRAIO A RICCIONE PER DIFENDERE LAVORO E DIGNITÀ (di Carlo Muscatello*)</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Sep 2022 15:57:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Assostampa FVG]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 29.o Congresso della Fnsi si terrà dal 14 al 16 febbraio 2023 a Riccione. Il Friuli Venezia Giulia vi parteciperà con i suoi nove delegati (sette professionali e due&#160;...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6850" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-medium wp-image-6850" src="http://www.assostampafvg.it/wp-content/uploads/2018/09/Carlo-Muscatello-300x214.jpg" alt="Carlo Muscatello" width="300" height="214" /><p class="wp-caption-text">Carlo Muscatello</p></div>
<p class="p1" style="margin: 0in; font-stretch: normal; -webkit-text-size-adjust: auto;"><span class="s1"><span style="font-family: 'UICTFontTextStyleBody',serif;">Il 29.o Congresso della Fnsi si terrà dal 14 al 16 febbraio 2023 a Riccione. Il Friuli Venezia Giulia vi parteciperà con i suoi nove delegati (sette professionali e due collaboratori, stessi numeri della precedente assise), che verranno eletti dagli iscritti Assostampa Fvg nelle prossime settimane.</span></span></p>
<p class="p1" style="margin: 0in; font-stretch: normal; -webkit-text-size-adjust: auto;"><span class="s1"><span style="font-family: 'UICTFontTextStyleBody',serif;">Il nuovo gruppo dirigente che verrà espresso dal congresso dovrà affrontare tutta una serie di piccole e grandi emergenze, all’interno della complessiva “emergenza informazione” che attanaglia da anni il nostro settore. Un’emergenza alla quale politica e istituzioni non sembrano interessate, anche a giudicare dalla campagna elettorale in corso. La pandemia, la guerra in Ucraina, la crisi economica, ambientale, climatica ed energetica sono state e vanno ancora raccontate, ma i problemi di chi svolge questo lavoro vivono in un cono d’ombra.</span></span></p>
<p class="p1" style="margin: 0in; font-stretch: normal; -webkit-text-size-adjust: auto;"><span class="s1"><span style="font-family: 'UICTFontTextStyleBody',serif;">Il sindacato unitario dei giornalisti italiani dovrà innanzitutto riaprire la partita del rinnovo del contratto Fnsi-Fieg. Nella consiliatura che si sta concludendo il tavolo di confronto con gli editori purtroppo non ha fatto registrare passi avanti, stante la posizione della controparte datoriale, interessata solo a ulteriori tagli, flessibilità e risparmi. Bene ha fatto il nostro gruppo dirigente a rifiutare ulteriori passi indietro, dopo quelli dolorosi fatti nei precedenti rinnovi. Il settore ha bisogno di investimenti e di sviluppo, non di progressiva destrutturazione del contratto.</span></span></p>
<p class="p1" style="margin: 0in; font-stretch: normal; -webkit-text-size-adjust: auto;"><span class="s1"><span style="font-family: 'UICTFontTextStyleBody',serif;">Nella consiliatura che si sta concludendo abbiamo salvato le pensioni ma abbiamo perso l’autonomia previdenziale. Il vecchio Inpgi non c’è più, siamo passati all’Inps, sopravvive solo quello che fino a ieri era l’Inpgi 2. Politica e istituzioni hanno fatto la loro parte, ma probabilmente pensano che, salvando le nostre pensioni, hanno esaurito il tema informazione. </span></span><span class="apple-converted-space"><span style="font-family: 'UICTFontTextStyleBody',serif;"> </span></span><span class="s1"><span style="font-family: 'UICTFontTextStyleBody',serif;">Che invece ha bisogno di una riforma complessiva e radicale.</span></span></p>
<p class="p1" style="margin: 0in; font-stretch: normal; -webkit-text-size-adjust: auto;"><span class="s1"><span style="font-family: 'UICTFontTextStyleBody',serif;">Lavoro autonomo, equo compenso e precariato sono un’altra emergenza nell’emergenza. Un altro capitolo al quale il prossimo gruppo dirigente dovrà rimettere mano, perché finora non si è fatto abbastanza per garantire lavoro e dignità (che significa anche compensi dignitosi) a una parte sempre più numerosa della categoria. Che non può vivere e lavorare con compensi risibili.</span></span></p>
<p class="p1" style="margin: 0in; font-stretch: normal; -webkit-text-size-adjust: auto;"><span class="s1"><span style="font-family: 'UICTFontTextStyleBody',serif;">Potremmo continuare a lungo, perché le emergenze e i temi sono tanti. A fianco della difesa del lavoro, ci sono la libertà d’informazione sempre a rischio, le querele bavaglio, il carcere per i giornalisti, i colleghi sotto scorta per le minacce ricevute, la Rai e il servizio pubblico. E ancora gli uffici stampa, le nuove figure professionali nate con il progresso tecnologico, ovviamente e in definitiva l’urgenza di una legge di complessiva riforma del settore che ancora non arriva… </span></span></p>
<p class="p1" style="margin: 0in; font-stretch: normal; -webkit-text-size-adjust: auto;"><span class="s1"><span style="font-family: 'UICTFontTextStyleBody',serif;">Ma già il rinnovato impegno sugli argomenti indicati sarà una garanzia sufficiente per riaffermare la centralità e l’insostituibilità della Fnsi, nata nel 1908, molte migliaia di iscritti in tutta Italia e svariate centinaia nel Friuli Venezia Giulia. E tutto ciò soprattutto in una fase che vede riemergere il tentativo antico di creare un sindacato “altro”, dividendo la categoria in un momento così drammatico.</span></span></p>
<p class="p1" style="margin: 0in; font-stretch: normal; -webkit-text-size-adjust: auto;"><span class="s1"><span style="font-family: 'UICTFontTextStyleBody',serif;">Noi proseguiamo forti della nostra storia, delle nostre idee, delle nostre battaglie. Nel segno della dignità del lavoro, dell’articolo 21 della Costituzione, del dovere di informare e del diritto di essere informati. Con questo spirito a febbraio andremo a congresso.</span></span></p>
<p class="p2" style="margin: 0in; font-stretch: normal; min-height: 26px; -webkit-text-size-adjust: auto;">
<p class="p1" style="margin: 0in; font-stretch: normal; -webkit-text-size-adjust: auto;"><span class="s1"><span style="font-family: 'UICTFontTextStyleBody',serif;">*presidente Assostampa Fvg (da newsletter Ordine giornalisti Fvg)</span></span></p>
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		<title>INPGI-INPS, COME SI CAMBIA</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Feb 2022 11:25:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Assostampa FVG]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cosa cambia per i giornalisti con il passaggio della Gestione principale dell&#8217;Inpgi all&#8217;Inps? Se n&#8217;è discusso nel corso di un incontro a palazzo Wedekind, a Roma, organizzato da Consiglio nazionale&#160;...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-7540" src="http://www.assostampafvg.it/wp-content/uploads/2019/12/inpgi-300x169.jpg" alt="inpgi" width="300" height="169" />Cosa cambia per i giornalisti con il passaggio della Gestione principale dell&#8217;Inpgi all&#8217;Inps? Se n&#8217;è discusso nel corso di un incontro a palazzo Wedekind, a Roma, organizzato da Consiglio nazionale dell&#8217;Ordine dei consulenti del lavoro e Cassa previdenziale della categoria, con il patrocinio dell&#8217;Istituto nazionale della previdenza sociale, dal titolo &#8220;L&#8217;Inpgi passa all&#8217;Inps. Come cambia la busta paga e la previdenza dei giornalisti&#8221;.<br />
Ad aprire i lavori la presidente dei consulenti del lavoro Marina Calderone, che ha evidenziato come nel passaggio dell&#8217;Inpgi1 all&#8217;Inps «è importante siano stati garantiti i diritti acquisiti» degli iscritti, con «un passaggio avvenuto nel modo più indolore possibile», aggiungendo che «non si poteva lasciare indietro una categoria così importante per i diritti democratici del Paese, come quella dei giornalisti».<br />
La presidente dell&#8217;Inpgi, Marina Macelloni, ha ripercorso le tappe che hanno portato alla norma inserita in manovra e rivendicato i risultati ottenuti. «L&#8217;Istituto continuerà a esistere – ha notato – e continuerà a tutelare la parte in crescita della nostra professione, quella dei lavoratori autonomi, che è la parte più debole e che ha bisogno di maggiori tutele e garanzie».<br />
Nel corso di una crisi industriale di cui non si vede la fine, «siamo riusciti ad ottenere – ha scandito – la miglior soluzione possibile per i giornalisti dipendenti e pensionati e per il personale dell&#8217;Ente, e siamo riusciti a far riconoscere la storia dell&#8217;Inpgi, nato nel 1926 per tutelare una categoria che non è una casta, ma ha a che fare con il tessuto democratico del Paese e per questo merita un riconoscimento particolare».<br />
A rassicurare i giornalisti anche il presidente Inps, Pasquale Tridico. «Troveranno estrema professionalità e le stesse persone che trattano oggi le loro posizioni contributive. Troveranno continuità nel servizio e nel dialogo con l&#8217;Istituto», ha osservato. «Il saldo dell&#8217;Inpgi – una delle considerazioni – era su un sentiero troppo stretto per esser recuperato».<br />
Una situazione cui si è arrivati «perché il numero dei pensionati (circa mille ogni anno) è superiore ai nuovi assunti (circa 500)». Il passaggio non è dovuto a un «problema gestionale o organizzativo, ma a un problema di entrate nel mercato del lavoro che è la metà di quanti escono. Il che crea un disavanzo irrecuperabile», ha rilevato ancora, alzando infine lo sguardo sull&#8217;intero sistema della previdenza privata dei professionisti, anche in vista di possibili crisi future. «Sarebbe utile pensare ad un Ente unico, anche di tipo privatistico, del comparto: migliora la sostenibilità, amplia la tutela e migliora il sistema mutualistico solidale su cui si fonda l&#8217;assetto pensionistico», la riflessione.<br />
Moderati da Ignazio Marino, direttore relazioni istituzionali della Fondazione studi Consulenti del lavoro, ad approfondire gli aspetti tecnici sono stati il direttore dell&#8217;Inpgi, Mimma Iorio; Gianfranco Santoro, del Coordinamento statistico attuariale Inps; Vito La Monica, direttore centrale organi collegiali Inps; Antonello Orlando; esperto della Fondazione studi Consulenti del lavoro; Gabriele Uselli, direttore centrale Pensioni Inps; Luca Sabatini, direttore centrale Ammortizzatori Sociali Inps.<br />
Allo studio della commissione tecnica chiamata a gestire il passaggio – l&#8217;anticipazione – tutti i temi legati all&#8217;attività dell&#8217;ente, sui quali sono già avviati tavoli di confronto, dall&#8217;erogazione delle pensioni agli ammortizzatori sociali, dalla gestione del patrimonio al futuro lavorativo dei dipendenti dell&#8217;Inpgi.<br />
A concludere il seminario, il sottosegretario all&#8217;Editoria, Giuseppe Moles. «Ho sempre pensato che il commissariamento dell&#8217;Inpgi fosse una non-soluzione, perché avrebbe finito per penalizzare l&#8217;intera filiera dell&#8217;informazione», ha esordito. «Per me – ha aggiunto fra le altre cose – l&#8217;Istituto è uno dei tasselli fondamentali del sistema e per questo abbiamo cercato di lavorare, con il ministro Orlando e la presidenza del Consiglio, ad una soluzione di medio e lungo periodo per i problemi di sostenibilità della previdenza dei giornalisti. Una soluzione che ritengo equa e equilibrata, che non penalizza la categoria».<br />
Nella convinzione, ha concluso il sottosegretario, che «una buona e corretta informazione e i professionisti che la producono, non possono che essere un bene primario e, come altri settori di interesse nazionale, tale bene va sostenuto, tutelato e difeso”.</p>
<p>Di seguito il <a href="https://www.consulentidellavoro.tv/watch.php?vid=b2af4d236">link </a>a per rivedere la conferenza: https://www.consulentidellavoro.tv/watch.php?vid=b2af4d236</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>DUE IPOTESI PER L&#8217;INPGI</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Oct 2021 10:58:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Assostampa FVG]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[dal sito inpginotizie.it  Lo scorso 20 ottobre è giunta a termine l’attività della Commissione Tecnica incaricata di approfondire le misure di riforma volte al ripristino della sostenibilità economico-finanziaria della Gestione&#160;...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>dal sito <a href="https://inpginotizie.it/inpgi-1-conclusi-i-lavori-della-commissione-tecnica-per-il-riequilibrio-della-gestione-sostitutiva-della-g-o/">inpginotizie.it </a></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-5107" src="http://www.assostampafvg.it/wp-content/uploads/2016/02/201308061608294016_INPGI-300x225.jpg" alt="201308061608294016_INPGI" width="300" height="225" />Lo scorso 20 ottobre è giunta a termine l’attività della Commissione Tecnica incaricata di approfondire le misure di riforma volte al ripristino della sostenibilità economico-finanziaria della Gestione previdenziale dell’INPGI sostitutiva dell’assicurazione generale obbligatoria.</p>
<p>Tale Gestione, come è noto, presenta una situazione di squilibrio economico imputabile, in particolare, al perdurare nel tempo delle condizioni di crisi del settore editoriale e al processo di contrazione del lavoro giornalistico svolto in forma dipendente per effetto delle trasformazioni del mondo dell’informazione e, più in generale, dei modelli organizzativi del tessuto imprenditoriale che prediligono il ricorso al lavoro autonomo.<span id="more-4096"></span></p>
<p>La Commissione – istituita dall’art. 67, comma 9-quinquies, del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73 e di cui hanno fatto parte i rappresentanti della Presidenza del Consiglio, del Dipartimento per l’Editoria presso la stessa Presidenza del Consiglio, del Ministero del Lavoro, del Ministero dell’Economia e i vertici dell’INPGI – ha avviato i lavori il 7 settembre 2021 concentrandosi, in particolare, nell’analisi di due principali scenari di intervento, valutandone – oltre alle condizioni di fattibilità tecnica – i relativi impatti sui sistemi previdenziali e sulla finanza pubblica.</p>
<p>Il primo scenario è costituito dall’ipotesi di intervento sulla platea degli iscritti alla Gestione previdenziale dell’INPGI, prevedendo l’estensione della competenza assicurativa dell’Istituto anche a tutti i lavoratori occupati presso le aziende operanti nella “filiera” dell’informazione, a prescindere dall’iscrizione all’albo professionale dei giornalisti.</p>
<p>Sulla base di tale ipotesi verrebbero assicurati presso l’INPGI, oltre agli attuali iscritti, quei lavoratori che, a prescindere dalle mansioni svolte, prestano la loro attività presso le imprese editoriali e presso i relativi fornitori di contributi informativi e servizi amministrativi, individuati in base a parametri costituiti dai codici di classificazione ATECO e alle relative attività censite presso il Registro delle imprese.</p>
<p>Le elaborazioni e proiezioni statistico attuariali elaborate al riguardo, basate su una stima di circa 22.000 lavoratori attualmente assicurati presso l’INPS, fanno emergere il ripristino delle condizioni di sostenibilità economico finanziaria della gestione previdenziale nel medio-lungo periodo, anche in presenza di variabili macroeconomiche con un andamento eventualmente peggiore di quello ufficialmente stimato.</p>
<p>La seconda ipotesi presa in esame dalla Commissione ha riguardato, invece, l’eventualità di trasferire all’INPS la funzione previdenziale della Gestione sostitutiva dell’A.G.O. dell’INPGI, prevedendo dei criteri che siano in grado di garantire la tutela delle posizioni giuridiche già maturate dagli iscritti attivi e pensionati.</p>
<p>Lo scenario elaborato, quindi, realizzerebbe un trasferimento di un ramo di attività dall’INPGI all’INPS – comprensivo delle relative risorse strumentali e finanziarie che afferiscono a detto ramo – prevedendo, in via transitoria, un percorso tecnico-amministrativo per la definizione degli aspetti procedurali legati alla transizione delle posizioni previdenziali.</p>
<p>Sono state, al riguardo, approfonditi anche gli aspetti finanziari, che implicherebbero lo stanziamento di apposite risorse a carico del bilancio statale per la copertura dei relativi oneri che l’INPS sosterrebbe a seguito dell’acquisizione della Gestione previdenziale oggetto del trasferimento.</p>
<p>L’INPGI, in tale eventualità, manterrebbe comunque la propria autonomia, continuando a gestire le funzioni di previdenza e assistenza obbligatoria in favore dei colleghi che svolgono la professione in forma autonoma, ivi compresi i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, attualmente assicurate nell’ambito dell’apposita Gestione separata, istituita ai sensi del dlgs n. 103/96.</p>
<p>In merito ai due scenari descritti la Commissione ha redatto una apposita Relazione, corredata da due ipotesi di relative disposizioni normative attuative degli stessi, che sarà sottoposta – unitamente alla corposa e approfondita mole di documentazione esaminata e prodotta – all’attenzione del Governo per le opportune valutazioni.</p>
<p>“Le conclusioni della Commissione dimostrano il grande lavoro che l’Inpgi ha fatto per proporre una soluzione di sistema e tecnicamente percorribile alla propria situazione di crisi strutturale. Una soluzione – ha detto la Presidente Marina Macelloni – per la quale combatteremo fino all’ultimo. Se la politica sceglierà invece la strada del passaggio parziale all’Inps sappiamo che lo farà con un percorso, frutto di un negoziato difficile e non scontato, il più possibile tutelante degli iscritti e di tutte le loro prerogative. Questo era il nostro dovere di amministratori e penso che lo abbiamo assolto nel migliore dei modi. In ogni caso, l’Inpgi continuerà ad esistere e continuerà ad essere, come è sempre stato, un punto di riferimento fondamentale per i giornalisti”.</p>
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		<title>EMERGENZA INFORMAZIONE, PROCLAMATO LO STATO DI AGITAZIONE</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Oct 2021 21:07:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Assostampa FVG]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riunione straordinaria del Consiglio nazionale davanti a Montecitorio per tornare a chiedere interventi «urgenti e strutturali» a sostegno di un settore, quello dell’informazione, «vitale per la democrazia». Se non arriveranno&#160;...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8133" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-medium wp-image-8133" src="http://www.assostampafvg.it/wp-content/uploads/2021/10/FBFqDEbWEAAFpqf-300x192.jpg" alt="La manifestazione in Piazza Montecitorio" width="300" height="192" /><p class="wp-caption-text">La manifestazione in Piazza Montecitorio</p></div>
<p>Riunione straordinaria del Consiglio nazionale davanti a Montecitorio per tornare a chiedere interventi «urgenti e strutturali» a sostegno di un settore, quello dell’informazione, «vitale per la democrazia». Se non arriveranno risposte, «sarà inevitabile alzare il livello del confronto».</p>
<p>«Riparte oggi la mobilitazione per chiedere, di nuovo e con più forza, al governo attenzione su un settore, quello dell&#8217;informazione, vitale per la democrazia. La professione è sempre più sotto attacco, ma ai messaggi di solidarietà che si ripetono ad ogni aggressione, minaccia o tentativo di imbavagliare la stampa non segue alcun atto concreto. Chiediamo a chi ha il potere e il dovere di fare i provvedimenti: meno solidarietà e più atti concreti». Lo ha detto Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi, aprendo la riunione straordinaria del Consiglio nazionale convocato in piazza, davanti a Montecitorio, per sollecitare interventi «strutturali e urgenti» a sostegno del settore.</p>
<p>«Da anni &#8211; ha aggiunto &#8211; sono fermi in parlamento provvedimenti contro le querele bavaglio, per la riforma della diffamazione, contro il precariato dilagante. E, nonostante i ripetuti interventi del presidente Mattarella in difesa del lavoro dei cronisti, nulla è stato fatto. Le condizioni di lavoro vanno sempre più peggiorando: i lavoratori dipendenti espulsi dalle redazioni, i cococo trattati peggio dei rider, il tavolo sull&#8217;equo compenso fermo a dispetto dei proclami. E a fronte di questa situazione drammatica il governo cosa fa? Accende i riflettori sull&#8217;Inpgi, il cui dissesto è figlio proprio della distruzione di posti di lavoro e della precarietà, pensando di poter dare un colpo di spugna al sistema di welfare della categoria senza voler affrontare le criticità strutturali del settore».</p>
<p>Commissariare l&#8217;Inpgi, ha incalzato Lorusso, «significa andare a mettere le mani nelle tasche dei colleghi. Il commissariamento dell&#8217;Inpgi sarebbe il commissariamento della professione. Non possiamo permetterlo. Serve invece concertazione, serve una riforma strutturale del settore. Quello che chiediamo al governo è di affrontare le criticità del mondo dell&#8217;informazione convocando attorno a un tavolo le parti sociali. Riteniamo sia il momento di chiedere con forza questo confronto. Di fronte a un rifiuto sarà inevitabile alzare il livello del confronto e gli operatori dell&#8217;informazione non potranno che far sentire propria voce con forme di protesta più forte, come lo sciopero».</p>
<p>La presidente dell&#8217;Inpgi, Marina Macelloni, ha ricordato che i vertici dell&#8217;Istituto hanno presentato al tavolo tecnico voluto dal governo «una proposta per allargare la platea dei contribuenti che &#8211; ha rilevato &#8211; è stata valutata, è solida, è l&#8217;unica che, secondo noi, possa garantire l&#8217;autonomia dell&#8217;istituto e della professione». L&#8217;alternativa, incalza Macelloni, «è lo scioglimento dell&#8217;Istituto dentro l&#8217;Inps e noi siamo qua per dire che non lo vogliamo. Mantenere l&#8217;Istituto autonomo si può e si deve fare. I problemi dell&#8217;Inpgi sono una conseguenza dei problemi che attanagliano il settore dell&#8217;editoria da più di un decennio e che nessuno mai ha affrontato. Far sparire l&#8217;Istituto non è la soluzione. Se si affrontano i problemi si troverà anche la soluzione per l&#8217;Inpgi».</p>
<p>In piazza i rappresentati degli organismi della categoria, dalla vicepresidente del Fondo di previdenza complementare Simona Fossati, al segretario uscente del Consiglio nazionale dell&#8217;Ordine Guido D&#8217;Ubaldo, a Gianfranco Summo e Giampiero Spirito di Casagit, il presidente dell&#8217;Unione pensionati, Guido Bossa, Coordinamenti dei giornalisti precari e dei giornalisti esodati, il Comitato di redazione della Gazzetta del Mezzogiorno, i giornalisti del Gazzettino, Cristina Pantaleoni, presidente dell&#8217;Associazione nazionale giornalisti videomaker, Elisa Marincola di Report, Mattia Motta, presidente della Commissione lavoro autonomo della Fnsi.</p>
<p>A chiudere l&#8217;incontro il presidente della Federazione della Stampa, Giuseppe Giulietti. «Querele bavaglio, equo compenso, tutela delle fonti, aggressioni e minacce, i rider dell&#8217;informazione che &#8220;viaggiano&#8221; a 5 euro a pezzo &#8211; ha snocciolato &#8211; su tutti questi temi non servono più solidarietà, ma interventi concreti. Chiedo al presidente del Consiglio: perché mentre si discute di Inpgi non si parla anche di applicazione dell&#8217;equo compenso? Mi auguro che dopo questa iniziativa non arrivino decine di attestazioni di solidarietà dalle istituzioni e dalla politica, perché di solidarietà si può morire. Diteci piuttosto la data di approvazione dei provvedimenti. Chiediamo al presidente Draghi che riconduca a sé la trattativa sul grande tema che è la riforma dell&#8217;editoria. Basta annunci di tavoli cui non seguono fatti. Se prosegue l&#8217;assalto all&#8217;articolo 21 della Costituzione sarà necessario proseguire la mobilitazione fino, se necessario, allo sciopero».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A conclusione della manifestazione in piazza Montecitorio, il Consiglio nazionale della Stampa italiana, riunito in seduta straordinaria, udita la relazione del segretario generale Raffaele Lorusso e gli interventi dei giornalisti, proclama lo stato di agitazione della categoria con assemblee e manifestazioni fino allo sciopero generale.</p>
<p>«L&#8217;informazione italiana è sotto attacco da più fronti. Ogni giorno &#8211; si legge nel documento approvato al termine dei lavori &#8211; il lavoro dei giornalisti viene offeso e calpestato da minacce e aggressioni da parte di criminali, squadristi e negazionisti di varia natura. Fatti salvi messaggi di solidarietà dettati dall&#8217;emozione del momento, la politica continua a non farsi carico dei problemi, lasciando che proposte di legge presentate per tutelare i cronisti e il settore restino bloccate in parlamento».</p>
<p>Fino ad oggi, incalza il Consiglio nazionale della Fnsi, «sono rimasti inascoltati i numerosi moniti del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sulla necessità di difendere l&#8217;informazione in Italia. Mentre la presidente della Commissione europea annuncia una serie di misure volte in difesa di chi fa informazione e a sostegno del mondo dei media, il governo italiano, che si proclama europeista, non prende neanche in considerazione l&#8217;ipotesi di adottare misure analoghe per rafforzare il pluralismo dell&#8217;informazione, difendere i livelli occupazionali e contrastare il precariato dilagante».</p>
<p>Per contro, rilevano i consiglieri nazionali, «il governo ha messo nel mirino il welfare e la previdenza dei giornalisti preparandosi a commissariare l&#8217;Inpgi, l&#8217;Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani. Situazione kafkiana quella dell&#8217;Inpgi, il cui disavanzo è il risultato dell&#8217;assenza assoluta di politiche volte a sostenere il mercato del lavoro e a difendere l&#8217;occupazione regolare. Dopo che governi di vario colore &#8211; prosegue il documento &#8211; hanno negli anni stanziato milioni di euro per bruciare i posti di lavoro attraverso i pensionamenti anticipati richiesti dalle aziende editoriali come unico rimedio alle crisi industriali, adesso si vuole commissariare l&#8217;Istituto di previdenza dei giornalisti italiani. In questo modo, si pongono le premesse per un taglio delle pensioni attuali e di quelle future e per lo smantellamento di un sistema di welfare costruito nel corso degli anni. È un disegno da respingere con forza perché è il primo passo verso il commissariamento di una professione che trova il proprio fondamento nella Costituzione e che è essenziale per la tenuta delle istituzioni democratiche».</p>
<p>Per questa ragione, il Consiglio nazionale della Fnsi «dà mandato agli organismi dirigenti di promuovere ogni iniziativa di sensibilizzazione e di lotta, anche a livello territoriale, coinvolgendo le redazioni. Il governo deve farsi carico della difficoltà di un settore industriale strategico per il Paese. È necessaria l&#8217;apertura di un tavolo fra governo e parti sociali che affronti le criticità del settore, individui le misure per accompagnare la fase di transizione e rilanciare l&#8217;occupazione e metta mano ad una nuova legge per l&#8217;editoria con una nuova ed estesa rete di welfare &#8211; concludono i rappresentanti sindacali &#8211; che possa sostenere le trasformazioni industriali».</p>
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		<title>INPGI, ALTRI SEI MESI DI TEMPO</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2021 14:51:39 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><img class="alignleft size-full wp-image-7540" src="http://www.assostampafvg.it/wp-content/uploads/2019/12/inpgi.jpg" alt="inpgi" width="710" height="400" />Slitta dal 30 giugno al 31 dicembre 2021 la sospensione del commissariamento dell&#8217;Inpgi, l&#8217;Istituto di previdenza dei giornalisti. Lo prevede un emendamento del Pd al dl Sostegni bis, approvato dalla commissione Bilancio della Camera. L&#8217;obiettivo, si legge nel testo, è quello di &#8220;consentire i necessari approfondimenti che saranno svolti da una commissione tecnica&#8221; composta da rappresentanti del ministero del Lavoro, del dipartimento per l&#8217;Editoria della presidenza del Consiglio dei ministri, del ministero dell&#8217;Economia, di Inps e Inpgi. La commissione dovrà &#8220;concludere i lavori entro il 20 ottobre 2021&#8243;.</p>
<p>Per la presidente dell&#8217;Inpgi, Marina Macelloni, «l&#8217;istituzione di una commissione tecnica che affronti i nodi della crisi strutturale dell&#8217;Inpgi è una buona notizia e noi siamo pronti a confrontarci con tutti gli attori del sistema in qualunque momento, tenuto conto della rilevanza istituzionale dell&#8217;attività che l&#8217;Inpgi svolge nel panorama della previdenza italiana».</p>
<p>Nel ringraziare i deputati Filippo Sensi, Nicola Pellicani, Andrea Frailis e Massimiliano Capitanio, che hanno presentato l&#8217;emendamento, la presidente ribadisce che «qualunque soluzione si vorrà individuare per la stabilità dei conti dell&#8217;Inpgi non potrà prescindere da una seria analisi delle difficoltà e delle prospettive di rilancio dell&#8217;intera filiera dell&#8217;informazione, un settore che da troppo tempo subisce trasformazioni pesanti che hanno bloccato crescita, sviluppo e lavoro. Sono certa – conclude Macelloni – che la commissione troverà le soluzioni più adeguate a tutelare il sistema di welfare dei giornalisti italiani e a garantire il rafforzamento economico dell&#8217;intero settore».</p>
<p>«L&#8217;approvazione dell&#8217;emendamento al decreto Sostegni bis per l&#8217;avvio di un tavolo tecnico per la messa i sicurezza dell&#8217;Inpgi è un passaggio importante, di cui va dato atto al primo firmatario, l&#8217;onorevole Filippo Sensi, e ai partiti di maggioranza che l&#8217;hanno condiviso», commenta il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso.</p>
<p>«Si tratta – aggiunge – di un punto di partenza, non certo di arrivo. È evidente, infatti, che la salvaguardia dell&#8217;Istituto non possa prescindere da una riforma profonda dell&#8217;editoria. Per tale ragione è necessario che il presidente del Consiglio, Mario Draghi, riprenda la proposta di legge dell&#8217;editoria 5.0 e avvii al più presto un tavolo politico a Palazzo Chigi per affrontare le criticità legate alla transizione al digitale, all&#8217;indebolimento e allo sfruttamento del lavoro dei giornalisti e all&#8217;uso degli ammortizzatori sociali».</p>
<p>Nel frattempo, conclude Lorusso, «sarebbe auspicabile che riprendesse l&#8217;iter parlamentare di alcune proposte di legge ferme da tempo, come quella per contrastare le querele bavaglio, e che fosse finalmente convocato il tavolo per la definizione dell&#8217;equo compenso, più volte annunciata e ormai diventata un argomento buono per parlare ai convegni».</p>
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		<title>INPGI2 PAGA L’ISCRIZIONE A CASAGIT PER 6MILA GIORNALISTI CON REDDITI MEDIO BASSI</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Feb 2019 16:44:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un’azione concreta per sostenere il welfare dei giornalisti cococo e dei liberi professionisti con redditi medio bassi. Il Comitato amministratore dell’Inpgi, al fine di estendere gli strumenti di protezione sociale&#160;...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="ox-197f8e567a-MsoNormal"><a href="http://www.assostampafvg.it/wp-content/uploads/2016/02/201308061608294016_INPGI.jpg"><img class="alignleft  wp-image-5107" src="http://www.assostampafvg.it/wp-content/uploads/2016/02/201308061608294016_INPGI-150x150.jpg" alt="201308061608294016_INPGI" width="292" height="292" /></a>Un’azione concreta per sostenere il welfare dei giornalisti cococo e dei liberi professionisti con redditi medio bassi.</p>
<p class="ox-197f8e567a-MsoNormal">Il Comitato amministratore dell’Inpgi, al fine di estendere gli strumenti di protezione sociale anche alle fasce con minore capacità reddituale iscritte alla Gestione Separata dell’Istituto, ha previsto, in via sperimentale per la durata di un triennio, la possibilità di sostenere l’onere di iscrizione alla Casagit per coloro che, su base volontaria, vogliano aderire a uno specifico programma di tutele appositamente predisposto dalla predetta Cassa sanitaria.</p>
<p class="ox-197f8e567a-MsoNormal">I requisiti per poter accedere a tale beneficio, per i giornalisti interessati, sono i seguenti:</p>
<p class="ox-197f8e567a-MsoNormal">• essere iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata dell’INPGI;</p>
<p class="ox-197f8e567a-MsoNormal">• aver regolarmente versato i contributi previdenziali dovuti alla predetta Gestione Separata;</p>
<p class="ox-197f8e567a-MsoNormal">• aver percepito una media reddituale, nell’ultimo triennio, compresa nel range tra 2.100 euro e 30.000 euro annui;</p>
<p class="ox-197f8e567a-MsoNormal">Il valore di ciascuna quota di iscrizione di cui l’INPGI si farà carico è pari a 500 euro annui.</p>
<p class="ox-197f8e567a-MsoNormal">Per quanto concerne lo stanziamento, la misura è stata finanziata con un importo massimo di 3 milioni di euro per ciascuno dei tre anni, per un totale di 9 milioni di euro complessivi. Potranno beneficiarne, quindi, 6.000 iscritti. Al termine del periodo sperimentale l’Istituto procederà ad una valutazione dell’andamento della misura in oggetto al fine di adottare successivi provvedimenti al riguardo.</p>
<p class="ox-197f8e567a-MsoNormal">Per dare concreta attuazione alla misura l’INPGI e la Casagit sottoscriveranno un’apposita convenzione volta a disciplinarne gli aspetti operativi. I potenziali beneficiari saranno, quindi, successivamente contattati direttamente dai due Enti.</p>
<p class="ox-197f8e567a-MsoNormal">“Si tratta di una bella notizia – commenta la segretaria regionale del Sindacato giornalisti Veneto, Monica Andolfatto – che va nella giusta direzione in quell’ottica di solidarietà fattiva che tiene unita la categoria e che da sempre caratterizza il nostro approccio gestionale nei vari Enti. Al riguardo mi sento di ringraziare oltre alla presidente e alla direttrice generale dell’Inpgi, Marina Macelloni e Mimma Iorio, anche i nostri rappresentanti nel Cda dell’Inpgi e nel Comitato amministratore Inpgi 2, per l’impegno e per la serietà, Massimo Zennaro e Nicola Chiarini”.</p>
<p class="ox-197f8e567a-MsoNormal">
<p class="ox-197f8e567a-MsoNormal"><a href="https://assostamparegionali.wordpress.com/2019/02/01/inpgi2-paga-liscrizione-a-casagit-per-6mila-giornalisti-con-redditi-medio-bassi/">da Sindacati regionali di stampa</a></p>
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