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	<title>Assostampa Friuli Venezia Giulia &#187; inps</title>
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		<title>INPGI-INPS, COME SI CAMBIA</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Feb 2022 11:25:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Assostampa FVG]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-7540" src="http://www.assostampafvg.it/wp-content/uploads/2019/12/inpgi-300x169.jpg" alt="inpgi" width="300" height="169" />Cosa cambia per i giornalisti con il passaggio della Gestione principale dell&#8217;Inpgi all&#8217;Inps? Se n&#8217;è discusso nel corso di un incontro a palazzo Wedekind, a Roma, organizzato da Consiglio nazionale dell&#8217;Ordine dei consulenti del lavoro e Cassa previdenziale della categoria, con il patrocinio dell&#8217;Istituto nazionale della previdenza sociale, dal titolo &#8220;L&#8217;Inpgi passa all&#8217;Inps. Come cambia la busta paga e la previdenza dei giornalisti&#8221;.<br />
Ad aprire i lavori la presidente dei consulenti del lavoro Marina Calderone, che ha evidenziato come nel passaggio dell&#8217;Inpgi1 all&#8217;Inps «è importante siano stati garantiti i diritti acquisiti» degli iscritti, con «un passaggio avvenuto nel modo più indolore possibile», aggiungendo che «non si poteva lasciare indietro una categoria così importante per i diritti democratici del Paese, come quella dei giornalisti».<br />
La presidente dell&#8217;Inpgi, Marina Macelloni, ha ripercorso le tappe che hanno portato alla norma inserita in manovra e rivendicato i risultati ottenuti. «L&#8217;Istituto continuerà a esistere – ha notato – e continuerà a tutelare la parte in crescita della nostra professione, quella dei lavoratori autonomi, che è la parte più debole e che ha bisogno di maggiori tutele e garanzie».<br />
Nel corso di una crisi industriale di cui non si vede la fine, «siamo riusciti ad ottenere – ha scandito – la miglior soluzione possibile per i giornalisti dipendenti e pensionati e per il personale dell&#8217;Ente, e siamo riusciti a far riconoscere la storia dell&#8217;Inpgi, nato nel 1926 per tutelare una categoria che non è una casta, ma ha a che fare con il tessuto democratico del Paese e per questo merita un riconoscimento particolare».<br />
A rassicurare i giornalisti anche il presidente Inps, Pasquale Tridico. «Troveranno estrema professionalità e le stesse persone che trattano oggi le loro posizioni contributive. Troveranno continuità nel servizio e nel dialogo con l&#8217;Istituto», ha osservato. «Il saldo dell&#8217;Inpgi – una delle considerazioni – era su un sentiero troppo stretto per esser recuperato».<br />
Una situazione cui si è arrivati «perché il numero dei pensionati (circa mille ogni anno) è superiore ai nuovi assunti (circa 500)». Il passaggio non è dovuto a un «problema gestionale o organizzativo, ma a un problema di entrate nel mercato del lavoro che è la metà di quanti escono. Il che crea un disavanzo irrecuperabile», ha rilevato ancora, alzando infine lo sguardo sull&#8217;intero sistema della previdenza privata dei professionisti, anche in vista di possibili crisi future. «Sarebbe utile pensare ad un Ente unico, anche di tipo privatistico, del comparto: migliora la sostenibilità, amplia la tutela e migliora il sistema mutualistico solidale su cui si fonda l&#8217;assetto pensionistico», la riflessione.<br />
Moderati da Ignazio Marino, direttore relazioni istituzionali della Fondazione studi Consulenti del lavoro, ad approfondire gli aspetti tecnici sono stati il direttore dell&#8217;Inpgi, Mimma Iorio; Gianfranco Santoro, del Coordinamento statistico attuariale Inps; Vito La Monica, direttore centrale organi collegiali Inps; Antonello Orlando; esperto della Fondazione studi Consulenti del lavoro; Gabriele Uselli, direttore centrale Pensioni Inps; Luca Sabatini, direttore centrale Ammortizzatori Sociali Inps.<br />
Allo studio della commissione tecnica chiamata a gestire il passaggio – l&#8217;anticipazione – tutti i temi legati all&#8217;attività dell&#8217;ente, sui quali sono già avviati tavoli di confronto, dall&#8217;erogazione delle pensioni agli ammortizzatori sociali, dalla gestione del patrimonio al futuro lavorativo dei dipendenti dell&#8217;Inpgi.<br />
A concludere il seminario, il sottosegretario all&#8217;Editoria, Giuseppe Moles. «Ho sempre pensato che il commissariamento dell&#8217;Inpgi fosse una non-soluzione, perché avrebbe finito per penalizzare l&#8217;intera filiera dell&#8217;informazione», ha esordito. «Per me – ha aggiunto fra le altre cose – l&#8217;Istituto è uno dei tasselli fondamentali del sistema e per questo abbiamo cercato di lavorare, con il ministro Orlando e la presidenza del Consiglio, ad una soluzione di medio e lungo periodo per i problemi di sostenibilità della previdenza dei giornalisti. Una soluzione che ritengo equa e equilibrata, che non penalizza la categoria».<br />
Nella convinzione, ha concluso il sottosegretario, che «una buona e corretta informazione e i professionisti che la producono, non possono che essere un bene primario e, come altri settori di interesse nazionale, tale bene va sostenuto, tutelato e difeso”.</p>
<p>Di seguito il <a href="https://www.consulentidellavoro.tv/watch.php?vid=b2af4d236">link </a>a per rivedere la conferenza: https://www.consulentidellavoro.tv/watch.php?vid=b2af4d236</p>
<p>&nbsp;</p>
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