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	<title>Assostampa Friuli Venezia Giulia &#187; Lorusso</title>
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		<title>FONDO STRAORDINARIO PER L&#8217;EDITORIA, LORUSSO (FNSI): &#8220;BENE LE MISURE SULL&#8217;OCCUPAZIONE&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2022 08:39:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Assostampa FVG]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_7617" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-medium wp-image-7617" src="http://www.assostampafvg.it/wp-content/uploads/2020/03/e0f2c0f201b642db8cc0b8adec9c0e00-300x214.jpg" alt="Raffaele Lorusso" width="300" height="214" /><p class="wp-caption-text">Raffaele Lorusso</p></div>
<p>&#8220;Il decreto di stanziamento delle risorse per l&#8217;editoria per il 2022, firmato oggi dal sottosegretario Giuseppe Moles, rappresenta una salutare boccata d&#8217;ossigeno per tutta la filiera dell&#8217;informazione&#8221;. Lo afferma, in una nota, Raffaele Lorusso, segretario generale della Federazione nazionale della Stampa italiana.<br />
&#8220;È particolarmente positivo – rileva – che, fra le altre cose, siano stati previsti finanziamenti ad hoc per l&#8217;assunzione di giovani giornalisti in possesso delle competenze necessarie per lo sviluppo digitale e per incentivare le aziende a trasformare i contratti a tempo determinato e di collaborazione coordinata e continuativa in rapporti di lavoro subordinato stabili. Si tratta di un passaggio significativo, frutto della costruttiva e positiva interlocuzione della Fnsi con lo stesso sottosegretario Moles e con il ministro del Lavoro, Andrea Orlando&#8221;.<br />
&#8220;L&#8217;auspicio – conclude Lorusso – è che a queste misure, necessarie per sostenere il settore e il mercato del lavoro duramente provati dalla crisi di un modello industriale, possa seguire al più presto un confronto serrato con governo e parlamento per individuare misure strutturali adeguate, a cominciare da una nuova legge per l&#8217;editoria, necessarie per governare la transizione digitale e rilanciare il mercato del lavoro&#8221;.</p>
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		<title>EMERGENZA INFORMAZIONE, PROCLAMATO LO STATO DI AGITAZIONE</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Oct 2021 21:07:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Assostampa FVG]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riunione straordinaria del Consiglio nazionale davanti a Montecitorio per tornare a chiedere interventi «urgenti e strutturali» a sostegno di un settore, quello dell’informazione, «vitale per la democrazia». Se non arriveranno&#160;...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8133" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-medium wp-image-8133" src="http://www.assostampafvg.it/wp-content/uploads/2021/10/FBFqDEbWEAAFpqf-300x192.jpg" alt="La manifestazione in Piazza Montecitorio" width="300" height="192" /><p class="wp-caption-text">La manifestazione in Piazza Montecitorio</p></div>
<p>Riunione straordinaria del Consiglio nazionale davanti a Montecitorio per tornare a chiedere interventi «urgenti e strutturali» a sostegno di un settore, quello dell’informazione, «vitale per la democrazia». Se non arriveranno risposte, «sarà inevitabile alzare il livello del confronto».</p>
<p>«Riparte oggi la mobilitazione per chiedere, di nuovo e con più forza, al governo attenzione su un settore, quello dell&#8217;informazione, vitale per la democrazia. La professione è sempre più sotto attacco, ma ai messaggi di solidarietà che si ripetono ad ogni aggressione, minaccia o tentativo di imbavagliare la stampa non segue alcun atto concreto. Chiediamo a chi ha il potere e il dovere di fare i provvedimenti: meno solidarietà e più atti concreti». Lo ha detto Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi, aprendo la riunione straordinaria del Consiglio nazionale convocato in piazza, davanti a Montecitorio, per sollecitare interventi «strutturali e urgenti» a sostegno del settore.</p>
<p>«Da anni &#8211; ha aggiunto &#8211; sono fermi in parlamento provvedimenti contro le querele bavaglio, per la riforma della diffamazione, contro il precariato dilagante. E, nonostante i ripetuti interventi del presidente Mattarella in difesa del lavoro dei cronisti, nulla è stato fatto. Le condizioni di lavoro vanno sempre più peggiorando: i lavoratori dipendenti espulsi dalle redazioni, i cococo trattati peggio dei rider, il tavolo sull&#8217;equo compenso fermo a dispetto dei proclami. E a fronte di questa situazione drammatica il governo cosa fa? Accende i riflettori sull&#8217;Inpgi, il cui dissesto è figlio proprio della distruzione di posti di lavoro e della precarietà, pensando di poter dare un colpo di spugna al sistema di welfare della categoria senza voler affrontare le criticità strutturali del settore».</p>
<p>Commissariare l&#8217;Inpgi, ha incalzato Lorusso, «significa andare a mettere le mani nelle tasche dei colleghi. Il commissariamento dell&#8217;Inpgi sarebbe il commissariamento della professione. Non possiamo permetterlo. Serve invece concertazione, serve una riforma strutturale del settore. Quello che chiediamo al governo è di affrontare le criticità del mondo dell&#8217;informazione convocando attorno a un tavolo le parti sociali. Riteniamo sia il momento di chiedere con forza questo confronto. Di fronte a un rifiuto sarà inevitabile alzare il livello del confronto e gli operatori dell&#8217;informazione non potranno che far sentire propria voce con forme di protesta più forte, come lo sciopero».</p>
<p>La presidente dell&#8217;Inpgi, Marina Macelloni, ha ricordato che i vertici dell&#8217;Istituto hanno presentato al tavolo tecnico voluto dal governo «una proposta per allargare la platea dei contribuenti che &#8211; ha rilevato &#8211; è stata valutata, è solida, è l&#8217;unica che, secondo noi, possa garantire l&#8217;autonomia dell&#8217;istituto e della professione». L&#8217;alternativa, incalza Macelloni, «è lo scioglimento dell&#8217;Istituto dentro l&#8217;Inps e noi siamo qua per dire che non lo vogliamo. Mantenere l&#8217;Istituto autonomo si può e si deve fare. I problemi dell&#8217;Inpgi sono una conseguenza dei problemi che attanagliano il settore dell&#8217;editoria da più di un decennio e che nessuno mai ha affrontato. Far sparire l&#8217;Istituto non è la soluzione. Se si affrontano i problemi si troverà anche la soluzione per l&#8217;Inpgi».</p>
<p>In piazza i rappresentati degli organismi della categoria, dalla vicepresidente del Fondo di previdenza complementare Simona Fossati, al segretario uscente del Consiglio nazionale dell&#8217;Ordine Guido D&#8217;Ubaldo, a Gianfranco Summo e Giampiero Spirito di Casagit, il presidente dell&#8217;Unione pensionati, Guido Bossa, Coordinamenti dei giornalisti precari e dei giornalisti esodati, il Comitato di redazione della Gazzetta del Mezzogiorno, i giornalisti del Gazzettino, Cristina Pantaleoni, presidente dell&#8217;Associazione nazionale giornalisti videomaker, Elisa Marincola di Report, Mattia Motta, presidente della Commissione lavoro autonomo della Fnsi.</p>
<p>A chiudere l&#8217;incontro il presidente della Federazione della Stampa, Giuseppe Giulietti. «Querele bavaglio, equo compenso, tutela delle fonti, aggressioni e minacce, i rider dell&#8217;informazione che &#8220;viaggiano&#8221; a 5 euro a pezzo &#8211; ha snocciolato &#8211; su tutti questi temi non servono più solidarietà, ma interventi concreti. Chiedo al presidente del Consiglio: perché mentre si discute di Inpgi non si parla anche di applicazione dell&#8217;equo compenso? Mi auguro che dopo questa iniziativa non arrivino decine di attestazioni di solidarietà dalle istituzioni e dalla politica, perché di solidarietà si può morire. Diteci piuttosto la data di approvazione dei provvedimenti. Chiediamo al presidente Draghi che riconduca a sé la trattativa sul grande tema che è la riforma dell&#8217;editoria. Basta annunci di tavoli cui non seguono fatti. Se prosegue l&#8217;assalto all&#8217;articolo 21 della Costituzione sarà necessario proseguire la mobilitazione fino, se necessario, allo sciopero».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A conclusione della manifestazione in piazza Montecitorio, il Consiglio nazionale della Stampa italiana, riunito in seduta straordinaria, udita la relazione del segretario generale Raffaele Lorusso e gli interventi dei giornalisti, proclama lo stato di agitazione della categoria con assemblee e manifestazioni fino allo sciopero generale.</p>
<p>«L&#8217;informazione italiana è sotto attacco da più fronti. Ogni giorno &#8211; si legge nel documento approvato al termine dei lavori &#8211; il lavoro dei giornalisti viene offeso e calpestato da minacce e aggressioni da parte di criminali, squadristi e negazionisti di varia natura. Fatti salvi messaggi di solidarietà dettati dall&#8217;emozione del momento, la politica continua a non farsi carico dei problemi, lasciando che proposte di legge presentate per tutelare i cronisti e il settore restino bloccate in parlamento».</p>
<p>Fino ad oggi, incalza il Consiglio nazionale della Fnsi, «sono rimasti inascoltati i numerosi moniti del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sulla necessità di difendere l&#8217;informazione in Italia. Mentre la presidente della Commissione europea annuncia una serie di misure volte in difesa di chi fa informazione e a sostegno del mondo dei media, il governo italiano, che si proclama europeista, non prende neanche in considerazione l&#8217;ipotesi di adottare misure analoghe per rafforzare il pluralismo dell&#8217;informazione, difendere i livelli occupazionali e contrastare il precariato dilagante».</p>
<p>Per contro, rilevano i consiglieri nazionali, «il governo ha messo nel mirino il welfare e la previdenza dei giornalisti preparandosi a commissariare l&#8217;Inpgi, l&#8217;Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani. Situazione kafkiana quella dell&#8217;Inpgi, il cui disavanzo è il risultato dell&#8217;assenza assoluta di politiche volte a sostenere il mercato del lavoro e a difendere l&#8217;occupazione regolare. Dopo che governi di vario colore &#8211; prosegue il documento &#8211; hanno negli anni stanziato milioni di euro per bruciare i posti di lavoro attraverso i pensionamenti anticipati richiesti dalle aziende editoriali come unico rimedio alle crisi industriali, adesso si vuole commissariare l&#8217;Istituto di previdenza dei giornalisti italiani. In questo modo, si pongono le premesse per un taglio delle pensioni attuali e di quelle future e per lo smantellamento di un sistema di welfare costruito nel corso degli anni. È un disegno da respingere con forza perché è il primo passo verso il commissariamento di una professione che trova il proprio fondamento nella Costituzione e che è essenziale per la tenuta delle istituzioni democratiche».</p>
<p>Per questa ragione, il Consiglio nazionale della Fnsi «dà mandato agli organismi dirigenti di promuovere ogni iniziativa di sensibilizzazione e di lotta, anche a livello territoriale, coinvolgendo le redazioni. Il governo deve farsi carico della difficoltà di un settore industriale strategico per il Paese. È necessaria l&#8217;apertura di un tavolo fra governo e parti sociali che affronti le criticità del settore, individui le misure per accompagnare la fase di transizione e rilanciare l&#8217;occupazione e metta mano ad una nuova legge per l&#8217;editoria con una nuova ed estesa rete di welfare &#8211; concludono i rappresentanti sindacali &#8211; che possa sostenere le trasformazioni industriali».</p>
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		<title>LORUSSO: «APPELLO A DRAGHI PER AFFRONTARE LE CRITICITÀ DENUNCIATE DALL&#8217;AGCOM»</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2021 08:41:06 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6098" style="width: 364px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-6098" src="http://www.assostampafvg.it/wp-content/uploads/2017/03/Raffaele-Lorusso.jpg" alt="Raffaele Lorusso" width="354" height="354" /><p class="wp-caption-text">Raffaele Lorusso</p></div>
<p>&#8220;L&#8217;allarme del presidente dell&#8217;Agcom, Giacomo Lasorella, sull&#8217;indebolimento dell&#8217;industria italiana dei media non deve cadere nel vuoto. È necessario che il governo avvii un confronto serrato sul rilancio di un settore vitale per la democrazia italiana, tutelato dall&#8217;articolo 21 della Costituzione&#8221;.</p>
<p>Lo afferma, in una nota, Raffaele Lorusso, segretario generale della Federazione nazionale della Stampa italiana. &#8220;La relazione annuale dell&#8217;Agcom descrive un quadro preoccupante – osserva Lorusso -. Il rischio di infliggere un colpo mortale al pluralismo dell&#8217;informazione va scongiurato con interventi strutturali e con una nuova legge di sistema. Così come nel 1981, per governare il passaggio dal piombo alla composizione a freddo, fu messa a punto la legge per l&#8217;editoria numero 416, tuttora in vigore, allo stesso modo, oggi, il governo deve mettere tutti gli attori intorno a un tavolo per giungere ad un nuovo impianto normativo che consenta al settore di affrontare la transizione al digitale. Il vuoto di politica industriale denunciato dal presidente Lasorella rappresenta la principale criticità del settore.<br />
Anche di fronte ad un mondo in rapido e in continuo cambiamento, l&#8217;approccio delle aziende editoriali è caratterizzato dalla corsa a finanziamenti diretti e indiretti, per lo più a pioggia, dalla riduzione del costo del lavoro e da tagli generalizzati. Fatte salve pochissime eccezioni, non si intravvede una politica industriale né la volontà di affrontare un confronto a tutto campo e senza pregiudiziali su investimenti, trasformazione radicale dei prodotti tradizionali e difesa del lavoro. Da oltre un decennio, prevale la tendenza delle aziende a incentivare le uscite dal mondo del lavoro e a<br />
moltiplicare il lavoro precario, senza alcun riguardo alla qualità&#8221;.<br />
Per il segretario generale della Fnsi, &#8220;questa situazione, unita al quadro di debolezza e difficoltà della stampa italiana descritto nel rapporto sullo Stato di diritto diffuso nei giorni scorsi dalla Commissione europea, richiede, esattamente come per altri settori vitali per il Paese, un intervento deciso e immediato da parte del governo. Per questo, al presidente Mario Draghi rivolgiamo l&#8217;appello ad avviare un tavolo per la riforma dell&#8217;editoria&#8221;.</p>
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		<title>&#8220;RIPRENDERE SUBITO IL CONFRONTO CON IL GOVERNO&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2021 08:33:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Assostampa FVG]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[“L’innovazione è sempre benvenuta, ma le redazioni non vanno smantellate, perché il prodotto giornale è sempre frutto di un’operazione collettiva”. Lo ha sottolineato il segretario generale della Fnsi Raffaele Lorusso,&#160;...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6098" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-medium wp-image-6098" src="http://www.assostampafvg.it/wp-content/uploads/2017/03/Raffaele-Lorusso-300x300.jpg" alt="Raffaele Lorusso" width="300" height="300" /><p class="wp-caption-text">Raffaele Lorusso</p></div>
<p>“L’innovazione è sempre benvenuta, ma le redazioni non vanno smantellate, perché il prodotto giornale è sempre frutto di un’operazione collettiva”. Lo ha sottolineato il segretario generale della Fnsi <strong>Raffaele Lorusso</strong>, intervenendo da remoto alla riunione del direttivo dell’Assostampa Fvg, coordinata dal presidente Carlo Muscatello e dal segretario Alessandro Martegani.</p>
<p>Lorusso ha tracciato un quadro della situazione dell’editoria che, ha detto, non era facile prima della pandemia, e con la pandemia continua a registrare un forte calo dei fatturati, in particolare della pubblicitá, con una flessione nelle vendite, soprattutto per i giornali locali. In questa situazione si è cercato comunque di mettere in campo una serie di misure per consentire al settore almeno di attutire la crisi che ha colpito il paese, come la continuità previdenziale, o i contributi diretti ai giornali delle minoranze recentemente approvato in commissione parlamentare”.</p>
<p>“Il cambio di governo &#8211; ha aggiunto Lorusso &#8211; è arrivato mentre era in corso un’interlocuzione sulla necessità d’introdurre dei correttivi nel settore, come l’equo compenso e la lotta al precariato. Si attende la nomina dei sottosegretario per sapere a chi sarà affidato il settore dell’informazione. C’è poi la partita dell’Inpgi, con il possibile ingresso dei comunicatori e altri interventi per mettere in sicurezza l’istituto. Servono, ha poi spiegato il segretario parlando del diritto d’autore, delle misure strutturali, delle riforme come si sta facendo negli altri paesi europei, per far pagare ai colossi del web le tasse e i diritti d’autore sulle informazioni che utilizzano realizzando grandi fatturati. La direttiva sul diritto d’autore deve essere approvata dal parlamento rapidamente, così come i successivi regolamenti, per riconoscere dei ritorni non solo a chi pubblica i contenuti ma anche a chi li produce. Contiamo di riprendere a discutere di questo con gli editori e il governo al più presto”.</p>
<p>Lorusso ha confermato anche che, sulla carta, il nuovo governo fa presumere un confronto serio, ma lo era stato anche quello con il secondo governo Conte, al contrario di quello avuto con il Conte uno. Sull’equo compenso c’era stato un invito del sottosegretario a trovare un accordo entro il 15 di febbraio, e vediamo come riprenderà il confronto. Riguardo al pubblico impiego Lorusso ha ricordato che si parte dalle due sentenze della Corte costituzionale che impediscono di applicare contratti di tipo privatistico nel settore. In questi mesi sono stati raggiunti accordi dalle associazioni a livello regionale per salvaguardare il trattamento dei colleghi, ma per il futuro c’è l’impegno di tenere conto in sede Aran delle specificità della professione giornalistica. Rimane fermo il fatto che c’è una legge che impone che i contributi relativi all’attività giornalistica vanno versati all’Inpgi, se questo non avviene bisogna segnalarlo all’istituto che ha i mezzi per intervenire.</p>
<p>“Per quanto riguarda lo Smart working, ha detto ancora Lorusso, quello che stiamo vincendo ora è figlio dell’emergenza: bisognerà vedere come organizzarsi quando l’emergenza sarà finita, tenendo conto che l’innovazione è benvenuta ma che le redazioni non vanno smantellate, perché il prodotto giornale è sempre frutto di un’operazione collettiva”.</p>
<p>“L&#8217;informazione di qualità &#8211; ha concluso il segretario Lorusso &#8211; non può prescindere dal riconoscimento di diritti e retribuzioni dignitose a migliaia di giornalisti, giovani e meno giovani, oggi costretti a lavorare in condizioni di inaccettabile precarietà e di sfruttamento. Nel solco del percorso indicato dal presidente Draghi, sarà necessario riprendere al più presto i tavoli di confronto, avviati con il precedente esecutivo, per discutere di riforma complessiva del settore e della professione e di contrasto al lavoro precario, temi cruciali per rafforzare il ruolo dell&#8217;informazione, sempre più essenziale per la salvaguardia delle istituzioni democratiche”.</p>
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		<title>«BENE DRAGHI SUL MERCATO LAVORO. RIPRENDERE IL CONFRONTO SUI TEMI DELL’INFORMAZIONE»</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2021 11:42:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Assostampa FVG]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Draghi]]></category>
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		<description><![CDATA[«Nel suo discorso al Senato, il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha evidenziato le criticità del mercato del lavoro e la necessità di mettere a punto una strategia di sostegno&#160;...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_7617" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-medium wp-image-7617" src="http://www.assostampafvg.it/wp-content/uploads/2020/03/e0f2c0f201b642db8cc0b8adec9c0e00-300x214.jpg" alt="Raffaele Lorusso" width="300" height="214" /><p class="wp-caption-text">Raffaele Lorusso</p></div>
<p>«Nel suo discorso al Senato, il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha evidenziato le criticità del mercato del lavoro e la necessità di mettere a punto una strategia di sostegno delle imprese e del lavoro. Si tratta di politiche necessarie, che dovranno trovare una declinazione anche nel settore dell&#8217;informazione, dove è ineludibile la necessità di far fronte alle troppe diseguaglianze che mettono in discussione la dignità del lavoro e delle persone. L&#8217;informazione di qualità non può prescindere dal riconoscimento di diritti e retribuzioni dignitose a migliaia di giornalisti, giovani e meno giovani, oggi costretti a lavorare in condizioni di inaccettabile precarietà e di sfruttamento. Nel solco del percorso indicato dal presidente Draghi, sarà necessario riprendere al più presto i tavoli di confronto, avviati con il precedente esecutivo, per discutere di riforma complessiva del settore e della professione e di contrasto al lavoro precario, temi cruciali per rafforzare il ruolo dell&#8217;informazione, sempre più essenziale per la salvaguardia delle istituzioni democratiche». Lo afferma, in una nota, Raffaele Lorusso, segretario generale della Federazione nazionale della Stampa italiana.</p>
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		<title>L&#8217;INPGI DI NUOVO NEL MIRINO DI CRIMI, LORUSSO (FNSI): «IL SOTTOSEGRETARIO FA CABARET»</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jul 2019 06:26:39 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6098" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-medium wp-image-6098" src="http://www.assostampafvg.it/wp-content/uploads/2017/03/Raffaele-Lorusso-300x300.jpg" alt="Raffaele Lorusso" width="300" height="300" /><p class="wp-caption-text">Raffaele Lorusso</p></div>
<p>«È paradossale che il sottosegretario con delega all&#8217;Editoria, Vito Crimi, addebiti all&#8217;Inpgi la presenza nel Cda dell&#8217;Istituto di due esponenti di nomina governativa, espressione del precedente esecutivo. Se non si stesse parlando di questioni drammaticamente serie, sarebbe un passaggio esilarante, degno di una gag o di un numero di cabaret. Appare poi alquanto inverosimile che ci sia stato qualcuno all&#8217;interno degli enti della categoria dei giornalisti che possa aver promesso al sottosegretario di risolvere la questione. In questo caso, infatti, si sarebbe di fronte ad uno spettacolo folkloristico».</p>
<p>Lo afferma, in una nota, il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso. «Se il sottosegretario Crimi – prosegue – vuole sostituire i due consiglieri di amministrazione dell&#8217;Inpgi di nomina governativa può farlo liberamente perché rientra nelle prerogative del governo. Se l&#8217;operazione non gli riesce, farebbe bene a prendersela con se stesso, senza tirare in ballo l&#8217;Inpgi che, al contrario di quanto afferma il sottosegretario, nulla ha mai chiesto a lui che invece, come dimostrano atti e dichiarazioni ripetute, ha messo da tempo nel mirino l&#8217;Istituto di previdenza dei giornalisti italiani, insieme con tutta la professione, perché si illude di colpire l&#8217;informazione e di cancellare il pluralismo».</p>
<p>«L&#8217;editoria – conclude Lorusso – ha bisogno di un processo di rilancio che deve passare attraverso un confronto serio e responsabile e non può non coinvolgere il governo. La Federazione nazionale della Stampa italiana porterà il proprio contributo al tavolo su lavoro e previdenza, di cui il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon ha annunciato la convocazione per i prossimi giorni, nella certezza che il confronto avverrà con personalità dotate di professionalità e competenze»</p>
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		<title>SGRAVI SULLA PUBBLICITÀ, LORUSSO (FNSI): «DAL GOVERNO NEPPURE UN EURO PER OCCUPAZIONE  E PRECARIATO»</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Oct 2017 15:26:43 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6098" style="width: 191px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.assostampafvg.it/wp-content/uploads/2017/03/Raffaele-Lorusso.jpg"><img class="  wp-image-6098 alignleft" src="http://www.assostampafvg.it/wp-content/uploads/2017/03/Raffaele-Lorusso.jpg" alt="Raffaele-Lorusso" width="181" height="181" /></a><p class="wp-caption-text">Raffaele Lorusso</p></div>
<p style="text-align: left;">«L’introduzione di incentivi fiscali per gli investimenti pubblicitari nei mezzi di informazione, approvata dal Consiglio dei ministri, è una misura che va nella direzione del sostegno alle imprese editoriali e al ruolo della stampa libera e autorevole nel sistema democratico. Con questo provvedimento, che giunge dopo lo stanziamento di ulteriori 45 milioni per favorire i processi di ristrutturazione aziendali attraverso i pensionamenti anticipati, il governo mantiene uno degli impegni assunti nei confronti del settore. In tutta la partita che ha accompagnato la legge di riforma dell’editoria promossa dal ministro Luca Lotti continuano però a restare assenti i temi dell’occupazione, del contrasto al lavoro irregolare e della lotta al precariato. Nessun impegno in questo senso è stato mantenuto dal governo né imposto agli editori a fronte di risorse significative sotto forma di aiuti diretti e indiretti. È pertanto necessario un radicale cambio di passo affinché in un’economia in ripresa, come peraltro riconosciuto dal presidente della Fieg, i temi del lavoro, dei diritti e delle garanzie non vengano derubricati a inutili orpelli, ma diventino l’elemento caratterizzante di un confronto senza pregiudiziali finalizzato a rafforzare la qualità dell’informazione. Si illude chi pensa che un’informazione autorevole possa prescindere dal riconoscimento di diritti e retribuzioni dignitose ai giornalisti, che negli anni della lunga recessione hanno pagato un prezzo altissimo in termini di perdita di posti di lavoro e di livelli salariali». Lo afferma, in una nota, Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi.</p>
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