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	<title>Assostampa Friuli Venezia Giulia &#187; precari</title>
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	<description>Il sindacato unitario dei giornalisti del FVG</description>
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		<title>GIORNALISTI PRECARI, PETIZIONE ONLINE</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Feb 2022 11:37:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Assostampa FVG]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em>riceviamo e diffondiamo:</em></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-8136" src="http://www.assostampafvg.it/wp-content/uploads/2021/10/precari-300x167.jpg" alt="precari, CLAN" width="300" height="167" />L’incertezza come orizzonte professionale, unica prospettiva in un presente di costante precarietà. Provate a fare i giornalisti e a chiedere, dopo dieci anni di lavoro quotidiano, un confronto con l’azienda o con il direttore del giornale per parlare di prospettive, di diritti, di un contratto regolare. Provate a rivendicarli, quei diritti. E provate, dopo dieci anni, a vedere ridotto in pezzi anche il poco che avevate, a vedere anche un semplice contratto cococo non rinnovato a fine anno. E’ la storia di Max Salvo a Repubblica, è la storia di tanti, sui territori e nelle piccole testate, sarà la storia di tanti nel futuro. Perché la precarietà è una condizione che fa comodo a chi la governa.</p>
<p>Il sindacato dei giornalisti della Liguria ha lanciato proprio questi giorni una petizione online da inoltrare a Repubblica e agli amministratori del gruppo Gedi. Ma questo è solo il primo passo: con il sostegno dei colleghi, dei lettori e di ogni cittadino, sarà possibile mettere in moto una grande vertenza nazionale che informi sulle condizioni di chi lavora per informare: la precarietà è una forte limitazione della libertà e della democrazia. La libertà dei giornalisti è dunque un bene comune.<br />
Ecco il documento dell’Associazione ligure dei giornalisti:<br />
“In Italia, oggi, una generazione rischia di avere un lavoro precario, a singhiozzo, malpagato, più rischioso perché meno regolato o del tutto senza regole.<br />
I giovani giornalisti non sfuggono a questa condizione. Capita anche a quei giovani giornalisti che collaborano con i giornali più “forti”. Capita anche a Repubblica. Il giornale si pone anzi con straordinaria durezza nei confronti dei propri precari.<br />
Lo scorso anno, un gruppo di giovani colleghi il cui contratto è rinnovato di anno in anno – spesso a condizioni peggiori – ha richiesto un confronto con l’azienda e il direttore del giornale. La loro richiesta, più volte ripresentata è stata ignorata. A questo punto, alcuni colleghi hanno deciso di rivolgersi al giudice del lavoro. L’azienda ha risposto mettendoli alla porta: contratto non rinnovato. Nessun confronto, nessun dialogo. O mangi ‘sta minestra o salti dalla finestra, come dicevano i nostri nonni quando volevano riassumere cosa potesse volere dire un tempo “lavorare sotto padrone”.<br />
La precarietà è una condizione che mortifica la generazione dei nostri figli, ma tale condizione non è fatale, non è un pedaggio da pagare alla modernità e alla crescita. Al contrario, un lavoro e una vita precaria ostacolano una crescita equilibrata, duratura e sostenibile.<br />
Se la pensi come noi ti chiediamo di darci una mano: sottoscrivi questa petizione che inoltreremo a Repubblica”.<br />
Firmate a questo link<br />
<a href="https://actionnetwork.org/petitions/firma-per-sostenere-le-ragioni-dei-giornalisti-precari">https://actionnetwork.org/petitions/firma-per-sostenere-le-ragioni-dei-giornalisti-precari</a></p>
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		<title>CLAN FNSI: CONTRO IL FENOMENO DEL &#8220;LAVORO POVERO&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Feb 2022 11:29:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Assostampa FVG]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Commissione lavoro autonomo della Fnsi rinnova la propria preoccupazione per la deriva dei diritti nel mercato del lavoro dell&#8217;informazione. «Il fenomeno del &#8220;lavoro povero&#8221; sta dilagando, investe freelance per scelta&#160;...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-5532" src="http://www.assostampafvg.it/wp-content/uploads/2016/06/Clan_Fnsi-300x300.jpg" alt="Clan_Fnsi" width="300" height="300" />La Commissione lavoro autonomo della Fnsi rinnova la propria preoccupazione per la deriva dei diritti nel mercato del lavoro dell&#8217;informazione. «Il fenomeno del &#8220;lavoro povero&#8221; sta dilagando, investe freelance per scelta e vocazione e un numero sempre maggiore di giornalisti precari, autonomi solo sulla carta, senza diritti e tutele: veri e propri &#8220;rider dell&#8217;informazione&#8221; che si trovano a reggere interi settori informativi, corrispondenze, pagine e servizi che dovrebbero essere di competenza di giornalisti subordinati, con tutte le tutele previste per chi fa parte integrante del diritto-dovere di informare ed essere informati nato dalla Costituzione», si legge nel documento approvato nella riunione.</p>
<p>«Un quadro a tinte fosche &#8211; prosegue la Clan Fnsi -, in cui primeggia lo sfruttamento legalizzato dei contratti <a href="http://co.co.co/">Co.Co.Co</a>, che non verrà intaccato dagli investimenti decisi dal governo Draghi per affrontare una transizione digitale ancora monca. Aiuti alle aziende per oltre 600 milioni, ripartiti su diversi fondi, non intaccheranno le sacche di sfruttamento».<br />
In mancanza di utili strumenti normativi per la corresponsione di un compenso giusto da parte dei committenti, pur esistenti ma «carenti di norme attuative», e senza nessuna soluzione all&#8217;orizzonte «complice anche la miopia degli editori», per i rappresentanti dei lavoratori autonomi «cause di lavoro, mobilitazioni, conflitto e organizzazione nel sindacato sono strade obbligate da percorrere con urgenza, assieme a un lavoro di informazione dell&#8217;opinione pubblica sulle condizioni di lavoro dei giornalisti in Italia».<br />
E mentre «restano ancora da ampliare le forme di aiuto economico ai freelance per la crisi pandemica che ha stravolto interi settori», sul tema della rappresentanza la Commissione presieduta da Mattia Motta, coordinatore Maurizio Bekar, ricorda «l&#8217;unico, al momento, esempio virtuoso del contratto firmato da Fnsi Anso e Fisc, in cui si trovano riferimenti chiari e definiti di rappresentanza di autonomi e freelance attraverso Cdr e Fiduciari».<br />
La Clan Fnsi invita quindi alla mobilitazione nazionale e territoriale, ricordando le principali emergenze nel comparto dell&#8217;informazione dal punto di vista dei giornalisti lavoratori autonomi, fra cui: politiche contro la precarizzazione e per il lavoro regolare, diritto all&#8217;equo compenso, provvedimenti contro le querele bavaglio, ristori Covid e sostegni al reddito anche per i giornalisti autonomi senza partita Iva, una radicale riforma dell&#8217;Ordine dei giornalisti e delle norme di accesso alla professione, norme contro lo sfruttamento del finto lavoro autonomo, aiuti ai datori di lavoro vincolati all&#8217;occupazione regolare.<br />
Due ancora le richieste dei rappresentanti sindacali. Una revisione della Carta di Firenze, con l&#8217;invito al presidente del Consiglio nazionale dell&#8217;Ordine, Carlo Bartoli, ad avviare «un percorso di riforma che passi da un&#8217;attenta verifica, aggiornamento e rigoroso rilancio assieme a Clan e Fnsi degli strumenti ordinistici di contrasto al precariato».<br />
E una particolare attenzione al futuro dell&#8217;Inpgi, che da luglio si occuperà dei soli giornalisti autonomi e freelance: la Clan Fnsi ritiene «imprescindibile che la governance dell&#8217;Istituto sia saldamente in mano ai lavoratori autonomi» e offre la disponibilità a un incontro con gli attuali vertici dell&#8217;Ente e i rappresentanti del Comitato amministratore Inpgi2.<br />
Alla riunione della Commissione, in videoconferenza, sono intervenuti anche i giornalisti Valerio Tripi, collaboratore precario di Repubblica a Palermo dal 1999 cui non è stato rinnovato il contratto 2022 dopo la richiesta di stabilizzazione, e Lorenzo Basso, componente di Giunta esecutiva Fnsi e del Coordinamento precari dell&#8217;agenzia Ansa, che hanno portato all&#8217;attenzione dei commissari i percorsi di organizzazione e conflitto dei colleghi all&#8217;interno del sindacato.<br />
Il <a href="https://www.fnsi.it/upload/9b/9bf31c7ff062936a96d3c8bd1f8f2ff3/7d08cbb7d9daa4b791c4f00e9147ae13.pdf">documento di sintesi</a> della riunione Clan Fnsi è disponibile nella sezione <a href="https://www.fnsi.it/commissioni-e-assemblee">&#8220;Lavoro autonomo&#8221;</a> del sito web Fnsi (<a href="https://www.fnsi.it/upload/9b/9bf31c7ff062936a96d3c8bd1f8f2ff3/7d08cbb7d9daa4b791c4f00e9147ae13.pdf">qui il link diretto</a>).</p>
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		<title>CLAN-FNSI A GOVERNO E PARLAMENTO: MEMORIA CONTRO LA PRECARIETÀ</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Aug 2021 13:11:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Assostampa FVG]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr"><span style="font-size: large;">Una memoria sull&#8217;emergenza informazione, con richieste e proposte rivolte dalla Commissione nazionale lavoro autonomo a presidente del Consiglio e forze politiche. Fra le priorità: lavoro regolare, equo compenso, sostegni al reddito, contrasto alle querele bavaglio, riforma dell&#8217;accesso alla professione, chiarezza sul futuro dell&#8217;Inpgi.</span></div>
<div dir="ltr">
<div class="gmail_attr" dir="ltr"></div>
<div class="gmail_attr" dir="ltr">
<div id="attachment_8095" style="width: 710px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-8095" src="http://www.assostampafvg.it/wp-content/uploads/2021/08/unnamed.jpg" alt="Mattia Motta e Maurizio Bekar " width="700" height="500" /><p class="wp-caption-text">Mattia Motta e Maurizio Bekar</p></div>
<p><b>La Commissione nazionale lavoro autonomo</b> – <b>presieduta da Mattia Motta</b>, segretario generale aggiunto della Fnsi, <b>e coordinata da Maurizio Bekar</b> – rivolge una memoria al presidente del Consiglio, al governo e alle forze parlamentari, evidenziando «preoccupazione per la deriva dei diritti e del mercato del lavoro dell&#8217;informazione» e richiedendo interventi urgenti.</div>
<div class="gmail_attr" dir="ltr">
<div>
<b>Tra le emergenze evidenziate: politiche per il lavoro regolare e contro la precarizzazione</b>, equo compenso, provvedimenti contro le querele bavaglio, ristori Covid e sostegni al reddito anche per gli autonomi senza partita Iva. Inoltre: attuazione della Direttiva Ue sul diritto d&#8217;autore; chiarezza sul futuro dell&#8217;Inpgi; un freno all&#8217;impiego dei pensionati nelle redazioni; riforma dell&#8217;Ordine. E una valutazione positiva sul nuovo contratto con Anso e Fisc per l&#8217;editoria locale, «che va nelle direzioni giuste». Tra le richieste contenute nel documento: norme contro il precariato e contro lo sfruttamento del finto lavoro autonomo e aiuti ai datori di lavoro solo se vincolati all&#8217;occupazione regolare.</p>
<p>Parallelamente<b> l&#8217;attuazione delle leggi sull&#8217;equo compenso</b>, inapplicate ai giornalisti dal 2012: per la legge 27/2012 serve l&#8217;emanazione da parte del ministero della Giustizia dei parametri per la liquidazione giudiziale dei compensi. E per la 233/2012 l&#8217;individuazione dell&#8217;equo compenso per i collaboratori delle redazioni, tramite la Commissione presieduta dal sottosegretario all&#8217;Editoria.</p>
<p>Servono poi <b>provvedimenti per scoraggiare le querele temerarie; ristori per il Covid-19 anche per i giornalisti non titolari di partita Iva; sostegni al reddito dei non dipendenti</b>, spesso segnati da discontinuità lavorative.</p>
<p>Per la Clan Fnsi,<b> vanno riviste ed estese anche ai lavoratori autonomi degli Ordini professionali norme come l&#8217;Iscro (Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa</b>), prevista finora solo per le Partite Iva della Gestione Separata Inps.</div>
<div></div>
<div><b>Va inoltre data attuazione alla Direttiva Ue sul diritto d&#8217;autore e nel mercato digitale</b>, «fornendo certezze che i proventi non giungano solo agli editori ma anche ai giornalisti». E servono<b> norme per impedire di continuare ad utilizzare i pensionati nel normale circuito produttivo delle redazioni</b>, e ciò per favorire un ricambio generazionale e le assunzioni.</p>
<p>È poi «urgente una <b>riforma dell&#8217;Ordine dei giornalisti e delle norme di accesso alla professione</b>, riconoscendo che oramai gli autonomi sono la maggioranza e che &#8220;giornalista è chi esercita effettivamente la professione&#8221;», si legge nel documento.</div>
<div>
<b>Positiva infine la valutazione del nuovo contratto con Anso e Fisc</b> per i periodici e le testate on line locali, che «segna importanti passi avanti nelle direzioni giuste, sia per i dipendenti che per i collaboratori».</p>
<p><b><span style="color: #ff0000;"><br />
PER APPROFONDIRE:</span></b><br />
Il documento integrale della CLAN è pubblicato nella &gt;&gt;<a href="https://www.blogger.com/dashboard/reading#"> sezione Lavoro autonomo – Commissione e assemblee</a> del sito web Fnsi</div>
<div></div>
<div>(comunicato Fnsi)</div>
</div>
</div>
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		<item>
		<title>CLAN FNSI: LE URGENZE E IMPEGNI PER GLI AUTONOMI</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2021 11:30:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Assostampa FVG]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Commissione nazionale lavoro autonomo della Fnsi s’impegnerà in una campagna per l’equo compenso, il welfare, la tutela dei non dipendenti e l’assunzione delle posizioni di “finto lavoro autonomo”. Inoltre lancerà&#160;...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="gmail_quote">
<div lang="IT">
<div lang="IT"><img class="alignleft size-medium wp-image-7926" src="http://www.assostampafvg.it/wp-content/uploads/2021/02/unnamed-300x167.jpg" alt="unnamed" width="300" height="167" />La Commissione nazionale lavoro autonomo della Fnsi s’impegnerà in una campagna per <b>l’equo compenso, il welfare, la tutela dei non dipendenti e l’assunzione delle posizioni di “finto lavoro autonomo”</b>. Inoltre lancerà un <b>censimento sulle condizioni attuali del lavoro autonomo</b>, e un appello per una<b> riforma dell’iscrizione all’Ordine dei giornalisti.</b></div>
<p><span style="font-size: large;">Così ha deciso <b>la Clan, presieduta dal Segretario generale aggiunto della Fnsi Mattia Motta e coordinata da Maurizio Bekar</b>, in una riunione in teleconferenza.</p>
<p>L’incontro si è aperto con un’audizione della <b>Presidente dell’Inpgi, Marina Macelloni</b>, che ha illustrato la situazione dell’ente. Che vive una crisi, ha sottolineato Macelloni <i>“dovuta non a una cattiva gestione, ma a un crollo dei contributi Inpgi 1 per la diminuzione dei dipendenti, a fronte di un aumento esponenziale delle uscite per pensioni e prestazioni. Bisogna”</i> ha detto Macelloni<i> “incrementare il lavoro regolare e la platea dei contribuenti”</i>. Positiva invece la situazione per l’Inpgi2, per la quale è però necessario avere migliori retribuzioni, con conseguenti maggiori afflussi contributivi e migliori prestazioni. E’ stata infine esclusa, allo stato attuale, l’unificazione tra Inpgi 1 e 2.</p>
<p>Più in dettaglio, sulle decisioni assunte nella riunione, <b><span style="color: #ff0000;">la Clan <i>“a prescindere da ogni crisi politica e formula di governo presente o futura, ritiene necessario e urgente”</i>:</span></b></p>
<p>&#8211; <b>Attuare le leggi sull’equo compenso per i giornalisti non dipendenti</b>, rimaste lettera morta. Tra queste la 233/2012, per la quale a oggi mancano persino la quantizzazione dell’equo compenso e le procedure di verifica della sua attuazione, compito della commissione plurilaterale formata da Governo, giornalisti ed editori, ma che da anni registra una sostanziale indisponibilità degli editori.<br />
A riguardo, per rendere evidente la gravità della situazione, la Clan-Fnsi lancerà <b>a breve una campagna pubblica, assieme a un censimento delle reali condizioni di lavoro e retributive dei non contrattualizzati</b>, che in troppi fingono di ignorare.</p>
<p>&#8211; Davanti alle ripetute richieste degli <b>editori</b> di sostegni economici, va posta come condizione che <b>non si possano più ricevere contributi o agevolazioni pubbliche</b> di alcun tipo, <b>se non ponendo soluzione ai gravi problemi di precarietà lavorativa, contrattuale e sottoretribuzione dei giornalisti non dipendenti</b>, molti dei quali avrebbero invece titolo per una regolare assunzione da dipendenti.</p>
<p>&#8211; <b>Vanno riformate le norme di iscrizione all’Ordine, nella logica che “giornalista è chi esercita effettivamente la professione&#8221;</b>, adeguando una legge istitutiva di quasi 60 anni fa, oramai inadeguata alla realtà attuale dei circuiti dell’informazione e del mercato del lavoro.<br />
In questo senso va anche affrontato il tema dei <b>circa 50.000 su 110.000 iscritti all’Ordine che non hanno alcuna posizione contributiva Inpgi: dei “fantasmi”</b>, che o sono giornalisti inquadrati con altri contratti e presso altre Casse, a danno dell’Inpgi, o che apparentemente non hanno mai esercitato la professione, e quindi non si capisce a quale titolo risultino ancora iscritti all’Ordine.</p>
<p>&#8211; <b>È necessario potenziare le strutture ispettive dell’Inpgi, che da anni fanno emergere numerose posizioni di falso lavoro autonomo</b> e di sfruttamento dei cococo al posto di contratti da dipendente. Senza lavoro regolare ed equamente retribuito non c’è alcuna possibilità di previdenza, di un futuro professionale, né di buona e libera informazione.</p>
<p>&#8211; Di fronte alle protratte sofferenze del mercato del lavoro, ora inasprite anche dal Covid, sono<b> necessari sostegni al reddito dei giornalisti non dipendenti</b>, spesso con discontinuità lavorativa e sensibili cali di reddito.<br />
Si ritiene quindi <b>necessario rivedere ed estendere anche ai lavoratori autonomi degli Ordini professionali norme come la </b>recente<b> legge sull’ISCRO (Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa)</b>, varata con la legge di bilancio 2021, ma ora prevista solo per le Partite Iva della Gestione Separata Inps. L’ISCRO è <b>un giusto passo verso un welfare per gli autonomi</b>, ma deve riguardare tutte le categorie, senza esclusioni, estendendone l’accessibilità e portata, anche tenendo conto delle diverse specificità lavorative esistenti tra i differenti Ordini professionali.</p>
<p>&#8211; Va infine dato uno <b>stop all’inaccettabile impiego di giornalisti pensionati in redazione, o in ruoli equipollenti ai dipendenti, che</b> – per una parziale integrazione di reddito – <b>sottraggono occasioni e posti di lavoro a migliaia di giornalisti autonomi e sottoretribuiti</b>, che sono oggi la maggioranza della categoria.</p>
<p><i>(Sintesi della riunione Clan-Fnsi del 26 gennaio 2021. Fonte: Clan-Fnsi)</i></p>
<p></span></p>
<div lang="IT"><span style="color: #ff0000;"><b>QUESTIONARIO ANONIMO SUI GIORNALISTI AUTONOMI NEL FVG<br />
</b></span>promosso da:</div>
<div lang="IT">Coordinamento giornalisti precari e freelance e<br />
Commissione regionale lavoro autonomo Assostampa FVG</div>
</div>
</div>
<div class="gmail_quote"></div>
<div class="gmail_quote"><span style="color: #ff0000; font-size: large;"><b>Lo trovi in allegato in Word e Pdf, </b></span><b><span style="color: #ff0000;">e presentato on line al link:</span></b></div>
<div class="gmail_quote"><a href="https://freelancefvg.blogspot.com/2021/02/questionario-sui-giornalisti-autonomi.html%20"><span style="font-size: large;">https://freelancefvg.blogspot.<wbr />com/2021/02/questionario-sui-<wbr />giornalisti-autonomi.html </span></a></div>
<div class="gmail_quote"><b><span style="color: #ff0000; font-size: large;">(scadenza consegna risposte: 28 febbraio 2021)</span></b></div>
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