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  • Da: Assostampa FVG
  • luglio 29, 2026

COMUNE DI TRIESTE, PUBBLICISTI ESCLUSI DAL CONCORSO

Comune di TriesteLa determinazione n. 2250/2026 della Direzione generale – servizio risorse umane e gestione del fabbisogno personale – del Comune di Trieste, ha indetto un concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura di un posto da Dirigente a tempo indeterminato – ai sensi dell’articolo 8 della legge regionale del Friuli-Venezia Giulia 18/2026 – per la direzione del servizio informazione istituzionale e open government del Comune di Trieste.
Il problema è che nella sua formulazione si riscontra una palese violazione della Legge n. 150 del 7 giugno 2000, di disciplina delle attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni.
Come noto, infatti, l’Art. 9 della medesima disposizione legislativa, espressamente, dispone – in materia di “Uffici stampa” – che le amministrazioni pubbliche (di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29) possono dotarsi di un ufficio stampa. Uffici stampa che – ex comma 2, art. 9, L. 150/2000 – sono costituiti da personale iscritto all’Albo nazionale dei giornalisti.
Detta norma di legge, pertanto, equipara i colleghi iscritti nell’elenco dei professionisti e in quello dei pubblicisti, ai fini dell’assunzione all’interno degli uffici stampa delle pubbliche amministrazioni, limitandosi a prevedere – come requisito necessario di accesso – esclusivamente l’iscrizione all’Albo nazionale dei giornalisti, senza alcuna specifica di elenco.
Siccome nella determina si parla di iscrizione “all’albo unico nazionale dell’ordine dei giornalisti – elenco professionisti” è stata ravvisata dall’Ordine regionale dei Giornalisti e dall’Assostampa, il sindacato unitario della categoria, una palese discriminazione nei confronti dei colleghi iscritti nell’elenco dei pubblicisti.
Lo abbiamo fatto presente, in maniera preventiva, al Comune, avvisandolo dei rischi (ricorso al Tar e congelamento del bando) a cui sarebbe andato incontro. La risposta, a pochi giorni dalla scadenza del bando (31 luglio) non è stata neanche diretta. Una funzionaria si è limitata a girarci la risposta data a uno dei molti colleghi che l’avevano e ci avevano interpellati, dove si parla, in maniera acrobatica, di differenza tra settore informazione e uffici stampa (?) e si decide, apoditticamente, che sarebbe “ragionevole e proporzionato richiedere l’iscrizione all’Elenco dei Giornalisti Professionisti per il grado di professionalità necessario al ruolo dirigenziale”. Non ci è chiaro cosa ci sia di ragionevole e proporzionato, ma di sicuro questo assunto viola la normativa generale di riferimento, e ci troverà presenti ad affiancare i colleghi in eventuali ricorsi.